Magazine Mercoledì 6 maggio 2009

'Smettila di camminarmi addosso': il nuovo libro di Claudia Priano

Le case talvolta parlano. Solo che non abbiamo tempo di ascoltarle. Si esce al mattino, si rientra la sera, magari cena-televisione-a dormire. Allora ciò che accade intorno a noi, non lo sentiamo. Non è così per Margherita, giovane donna che si trasferisce in un nuovo appartamento per andarci a vivere col suo compagno, un giornalista, ma si ritrova sola poiché lui è temporaneamente a girare un reportage in Afghanistan.
Impegnata a scrivere un romanzo, mentre svuota gli scatoloni del trasloco e medita sulle pagine da comporre, ascolta se stessa e la casa, e apre il suo cuore, prima ancora che le orecchie, ad una tragedia che si consuma al di là di una parete sottile. Una donna, mamma di due bambini, subisce le violenze del marito senza la forza di reagire, senza l’aiuto di chi le è vicino, sua madre stessa è complice e carnefice.

Margherita comunica con Anna in modo non convenzionale, attraverso il dipanarsi della matassa del proprio dolore, all’interno del ricordo dei misteri della sua infanzia, di una madre amata e scomparsa tra le pagine di qualche libro mai finito. Margherita si rivive con la cugina Irene, che le da buoni consigli mai ascoltati, con cui hanno condiviso l’infanzia, ognuna chiusa nella propria solitudine.

Questi gli attori, o meglio alcune delle attrici del romanzo Smettila di camminarmi addosso di Claudia Priano, uscito per Guanda (246 p., 12 euro). È un grande libro corale, un coro muto, soprattutto di donne forti e fragili, che vincono pur passando dalle sconfitte.
La scrittura è intensa, mai affrettata, è una scrittura che si guarda indietro, che si stringe intorno alla persona come uno scialle di lana. Il libro, pur avendo un ritmo lento e morbido, non dà respiro, non c’è una parola di troppo, una che manca, e tutto avviene perché così deve avvenire.

Ho molto amato i romanzi di Claudia, quasi una sorta di trilogia, un percorso, una ricerca, che tra ostacoli e pause conduce ad una meta, una meta ambita perché non scontata. Questo è sicuramente l’opera narrativa di una crescita, il rivelarsi di una grande scrittrice che sa essere sé stessa e mettere sulla pagina un’umanità ineffabile, malinconica ma consolatrice.
Grazie Claudia, spero che in molti ti leggano. Ne vale la pena.
di Adriana Albini

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