The Rocky Horror Show - Magazine

Teatro Magazine Teatro Politeama Genovese Martedì 24 aprile 2001

The Rocky Horror Show

Magazine - regia Christopher Malcolm
coreografie Stacey Haynes
scenografia Robin Don
interpreti Bob Simon, Lydia Taylor, Paul Fieni, Jenny Gayner, Hans Goetzfried, Manuel Michel, Olaf Meyer, Alicia Rodriguez, Leroy Charlery, Drue Penella, Renee Hoffman, Martina Rumpf, David Morell, Jamie Tyler, Paul Winterford
Band Ianin Vince-Gatt (MD/tastiere), Wim Wollner (sax/tastiere), Boris Celikov (chitarra), Jorn Brackelsberg (basso), Sascha Waack (batteria)

“Il Rocky Horror Show è un invito a non sprecare la propria vita, a difendersi da quelli che intorno a te cercano di fermarti perché sono invidiosi della tua libertà. Ecco perché piace ancora. Troppi uomini vivono di rimpianti ed è una tragedia.” RICHARD O’BRIEN

Nel 1973 andava in scena al famoso Royal Court Theatre di Londra un nuovo show descritto come una “mostruosa ragnatela di mutanti folli, docili travestiti e mostri muscolosi”…
The Rocky Horror fu un successo immediato. Innumerevoli le rappresentazioni nei teatri di tutto il mondo, da Francoforte al Brasile, da Tokio a Oslo fino all’Italia nel 1996.
La storia è una rivisitazione del mito di Frankenstein: una coppia di fidanzatini, Brad e Janet, in una notte di tempesta, trovatasi con la sua auto in panne, bussa alle porte di un lugubre castello, chiedendo soltanto di poter fare una telefonata. I due restano invece prigionieri dell’eccentrico e bisessuale scienziato Frank’N Furter (in realtà un extraterrestre proveniente dal pianeta Transexual, galassia Transylvania), il quale li fa assistere alla nascita della sua creatura, una specie di ragazzone ipervitaminizzato di nome Rocky, approfitta dei loro corpi – “svezzandoli” entrambi – e sconvolge quanto basta le loro menti.
Biacca sul volto, capelli ricci, trucco esasperato, guanti lunghi, slip nero, reggicalze e scarpe con tacco a zeppa. Fin dall’inizio con quelle labbra rosso scarlatto che cantano contornate dall’oscurità, The Rocky Horror Show manifesta la sua teatralità e già dalle prime scene si intuisce l’assunto di fondo: una realtà fantastica non può che generare una fantastica realtà. La lezione del folle scienziato proveniente dal pianeta Transexual è stata assorbita: uno scivolare dalla vecchia psiche verso qualcosa di nuovo significa uno spostarsi; e gli spostamenti, si sa, offendono – o quantomeno scandalizzano – sempre qualcuno.

La tradizione del “Rocky Horror show” vuole che il suo spettatore abbia:
1) un look trasgressivo. Ad esempio. Trucco pesante, calze a rete tacchi alti…
2) un sacchetto di riso da lanciare nel momento in cui i due protagonisti Brad e Janet escono dalla chiesa
3) un giornale, possibilmente un quotidiano da utilizzare per ripararsi durante la scena del temporale
4) una pistola ad acqua indispensabile per simulare il temporale
5) l’accendino da usare quando Brad e Janet, dopo aver visto il castello di Frank N Further, cantano “There is the light” 6) guanti di gomma (sono perfetti quelli per lavare i piatti). Vanno indossati durante la scena della creazione. 7) una manciata di confetti da lanciare sul palco durante “Charles Atlas Song” 8) rotoli di carta igienica per confezionare palle di carta da lanciare verso il Dott. Scott

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