Concerti Magazine Lunedì 4 maggio 2009

A Trento il concerto dei cantanti di X-Factor

Lo scorso giovedì 30 aprile, gustando in tv il concerto dei cantanti di X-FACTOR, che si è svolto sotto una pioggia scrosciante in quel di Trento, ho avuto una percezione, un’emozione.
Mi è parso di tornare a quelle serate televisive degli anni Sessanta, quando una ragazzina di sedici anni di nome Gigliola intonava timidamente Non ho l’età per amarti ed un ragazzotto dalla faccia tonda di nome Bobby le dava il controcanto con Una lacrima sul viso.

E poi tutti gli altri, Caterina Caselli, Wilma Goich, Dino, Nada, Rosalino Cellammare, Remo Germani, Elio Gandolfi, Piero Focaccia. Tanti e tanti nomi che calcavano, alcuni neanche maggiorenni, il palcoscenico del Festival di Sanremo ed il giorno dopo usciva il loro 45 giri che andava a ruba nei negozi. Qualcuno di loro diventava un evergreen, altri finivano dopo una breve gloria.
I nomi oggi sono altri, sono quelli dei talent show televisivi, ma l’entusiasmo è lo stesso: l’entusiasmo dei talenti all’attacco e l’entusiasmo dei fan.

Da anni non facevo più la serata Sanremo a casa mia; quest’anno ho fatto la serata per la finale di X-Factor ed è stata un successo, come a ritrovare l’entusiasmo di un tempo, che Sanremo non mi comunica più. Anche se quest’anno Marco Carta, vincendo il Festival, ha confermato che i talent show creano musica, creano voci, creano dischi.
Quasi un revival del vecchio 45 giri; i negozi di dischi sono invasi di mini-cd con 3 o 4 canzoni dei nuovi divetti talentosi, con doverosa foto in primo piano del personaggino in versione patinata e commerciale. Perché no?

Mi sembra tutto bello. Mi sembra un nuovo corso, commerciale certo, ma vivo. La musica cantata dai giovani comunica energia, comunica voglia di seguire il prosieguo delle loro mini carriere.
Proprio come negli anni Sessanta.
Jury, Matteo, Noemi, Valerio, Alessandra… i nomi nuovi che ci danno voglia di musica, musica facile ma ben cantata. Sulla copertina di Sorrisi e Canzoni i loro volti sorridenti.

Tutti sognano Sanremo, come è stato per Carta, ma in realtà non sanno che il loro Sanremo lo hanno già avuto. Sanremo ora è qui, nei reality baracconi e litigiosi, che hanno però avuto un grande pregio: dare ai ragazzi la possibilità di mostrare al grande pubblico televisivo il loro talento.
Dunque avanti tutta! Dove c’è musica, c’è vita.

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