Magazine Martedì 24 aprile 2001

La pedofilia vista da uno psichiatra

Magazine - Cosimo Schenaia, 50 anni, psichiatra, ha diretto l’ex ospedale psichiatrico di Cogoleto e ora si occupa di quello di Quarto. Pubblica in questi giorni il saggio Pedofilia pedofilie per Bollati Boringhieri (45 mila lire)

Perché il titolo Pedofilia Pedofilie?
Ci tengo intanto a precisare che è il primo libro al mondo di un psicanalista sulla pedofilia. Ho voluto questo titolo perché non esiste una sola pedofilia. Se non si riesce a distinguere le varie situazioni, si finisce coll’ondeggiare tra dagli all’untore mettendo insieme situazioni assolutamente diverse, senza intervenire puntualmente. Invece servirebbe cercare una vera terapia utilizzando sia il tempo del carcere che quello successivo per prevenire le recidive. Certo c’è un incremento dei casi portati alla luce del sole ma il rischio è che dal clamore dei giornali, poi ognuno si rintani in casa davanti alla tv con quegli spot con tante adolescenti e la sua voglia di carne fresca.

Il fenomeno è davvero in aumento o se ne parla di più?
Certo ci sono cause diverse del ricorso alla pedofilia, compreso il fatto che dall’amore libero del ’68, si è passati con l’Aids alla grande paura del contagio per cui i bambini rappresentano anche un campo in cui si possono mettere da parte le proprie paure. Poi bisogna dire che ci sono anche pedofilie false come quelle che vengono fuori nei casi di separazione dei genitori e così si arriva all’assurdo di bambini che non vengono cambiati all’asilo perché gli insegnanti non vogliono toccarli.

Finora più che di interventi sul pedofilo si parla di prevenzione con libri, manuali e trasmissioni su come informare i bambini. Serve secondo lei?
Ci vuole una buona educazione sentimentale più che sessuale. Siamo degli analfabeti emozionali. Quanto poi all’informazione è difficile trovare il linguaggio giusto con un bambino di 3 o 4 anni per avvertirlo del rischio e intanto non fargli perdere la fiducia nell’adulto. Gli eccessi di prescrizioni possono fargli pensare che il mondo è infestato di pedofili e farne da grande un paranoico.

di Alessandra Fava

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