Concerti Magazine Mercoledì 8 aprile 2009

Anni '90: Chicco e Spillo di Samuele Bersani

Magazine - Esterno giorno.
Estate di un pomeriggio qualunque, sul fare dei primissimi anni '90.
Periferia di una grande città: quella che preferite.
Chicco e Spillo, due fratelli, una pera ed un motorino rubato.
Immagini statiche, il maresciallo guarda l'Italia dentro al bar, mentre ci sono gli africani alla stazione, l'avvocato dal barbiere e l'ennesimo film di Alberto Sordi alla televisione.
Io ascoltavo Chicco e Spillo e li vedevo. E sentivo persino il rumore freddo del motore del banco dei gelati che ronzava accanto alla sedia del maresciallo. E le cicale cantare da una vecchia aiuola coraggiosa, e l'odore caldo dei vestiti sui corpi sudati.
Non serviva neppure vederne il videoclip, così indeciso tra gli anni '80 di tastiere di tre quarti e i '90, con la camera sfocata che segue i due fratelli di periferia nella loro discesa agli inferi.

Perché Samuele Bersani è, prima di ogni altra cosa, uno scrittore di incredibile abilità tecnica narrativa. Con questo brano, il suo esordio solista, ne ha dato una grande prova. Grande scrittore per immagini e dinamiche: lo ha dimostrato sceneggiando in musica e parole, dai suoi vent'anni di barba invadente post naja, un piccolo cortometraggio: stretto tra Sergio Leone, Pasolini, la scuola cantautoriale, ma anche la pungente coerenza testo-musica dei grandi Mogol & Battisti.

E infatti d'improvviso le immagini statiche diventano movimento, Chicco sogna una rapina e poi di scappare senza che si slaccino le scarpe. Però per le strade corre l'ambulanza della Croce Rossa e, funesto presagio, c'è qualcuno che sta male, il prete prepara la chiesa per il funerale.

La mia Chicco e Spillo sta in una compilation Festivalbar del 1993, il primo doppio cofanetto CD che sia entrato in mio possesso. È incastonato tra vecchi reperti in esumazione (Morandi che canta Banane e Lampone, o Anna Oxa che a sua volta riesuma il Battisti di Prendila così) e meteore dell'epoca, catturate dai campi gravitazionali del nulla (Brando, Nikki, i Vernice... e chi se li ricorda questi?). Samuele Bersani, e non è inutile dirlo, suona diverso. Con quel rap che forse un rap non è davvero, e quel tema sornione e un po' jingle che ad un certo punto si incupisce verso tinte di fosca premonizione.

E lo fa quando, in un attimo, il quadro di bonario neo-realismo metropolitano dipinto fino a quel momento sbanda verso la chiusura un po' moralistica - è vero - del brano. Spillo, il fratello minore, alla ricerca della precaria felicità in un fazzoletto (cioè: si masturba. E vogliamo scomodare l'eterna dicotomia Eros eTanatos? Scomodiamola) riceve una telefonata da Chicco (e qui il ritmo aumenta, con il passaggio al discorso diretto tra i due) e corre a cavallo del motorino verso la rapina, dove basta un cacciavite per entrare in paradiso.

Ma le cose non vanno come devono perché la sirena è quella della polizia, ed è un'onda fredda quella che fa dire ho paura di morire. Con la scaltrezza del miglior narratore, Bersani non ce lo racconta, davvero, come va a finire. Ma lascia a quel Frena! Ciao. lo spazio di sospensione necessario a farcelo intuire.

Siamo nel 1992, e trasuda l'immagine di un'Italia abbandonata a se stessa.
O meglio: un'Italia che, forse per la prima volta, si sente davvero abbandonata a se stessa.
Costretta, umiliata, spinta, a vedersi così. Per tanti motivi che non spetta a questo spazio ricordare.
Samuele Bersani ce la racconta, con poco più di trecento parole in fila una dietro l'altra.
Attenzione! Questo non è rap, e non è nemmeno denuncia: Quelli Che Benpensano arriverà dopo qualche anno, e ci arriveremo anche noi.
Lui si limita a raccontare, con la chiara lucidità di una prosa concreta, e di un testo diretto. Questa è una fiche gettata sul piatto. Uno dei primi segnali di esistenza di una nuova generazione, pronta a parlare e a raccontare con linguaggi nuovi. A cavallo più o meno delle spalle dei giganti.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour