Magazine Venerdì 3 aprile 2009

I Rivoltanti Romani di Terry Deary

Magazine - Mai sentito parlare delle storie alla romana scritte da Terry Deary? Quelle farcite di inverosimili verità sulla più rivoltante vicenda che parte dalle origini orripilanti di Romolo e Remo fino alla catastrofica caduta per mano di barbari brutali? Avendo nel mezzo imperatori impossibili, schiavi scontenti, tremendi tribuni, giochi grotteschi, ricette rivoltanti, nefasti nemici e violenti vulcani?
Ricordatevi allora anche che I rivoltanti romani come I rovinosi romani sono i due titoli della collana Brutte storie tra i più venduti in casa Salani. Che, non parca del successo, dopo averne fatto nascere un videogioco dalla costola editoriale, ora ha sfornato un rompicapo. Quelli tipici degli anni Settanta. Dove gli otto quadrati si dovevano miscelare a caso per poi ricomporre la figura. Li avete presenti? Se la risposta è affermativa ne sarete rimasti colpiti. Se negativa, ne sarete incuriositi.

Dunque il nuovo rompicapo fa a pezzi l'impero romano. E giù a scoprire perchè le salsicce erano vietate a Roma. O cosa significava il giorno del matrimonio. Perché le toghe erano sempre puzzolenti. Che le strade romane erano spesso piene di animali, dei loro escrementi e che i pulitori delle latrine vendevano ai contadini la cacca che raccoglievano. Incredibile: c'è da rimanerci male nel sapere che i romani potevano essere talmente tanto pigri da avere degli schiavi cui demandare tutto. E sin qui tutto normale. Se non fosse che gli schiavi indossavano un collare con il nome del loro padrone!

C’è da aggiungere che i romani descrivevano i britanni come selvaggi. È scritto ne I rivoltanti romani (Terry Deary, 5 puzzle, 15,90 Eu). E che i sacerdoti celti invece predicevano il futuro pugnalando un uomo e osservandolo morire. Che dire dei cristiani? Che costruirono 900 chilometri di grotte per i loro morti, chiamandole catacombe? C'è da aggiungere che quando non sapete rispondere a un quesito, ci pensa il puzzle del libro-gioco a svelarvi l'arcano.
Prima che vi mandi in pappa il cervello, avrete giusto il tempo per avventurarvi tra fetenti festini e curiosare se poi era vera l'orribile storia del vomitorium. Passando per la religione dei romani che adoravano Mitra, il dio-toro, al punto che a volte facevano pure il bagno nel sangue di toro. Che dire poi dell'imperatore Nerone che diede fuoco ad alcuni cristiani per utilizzarli come lampioni? Chissà se, dopo aver letto questo libro, la storia potrà essere ancor più brutta.

Certamente è un binario da percorrere che, attraverso non poche schifezze e mostruosità, consente ai giovani l'apprendimento di pagine di storia un po' troppo polverose.
Che ben vengano queste Brutte Storie: dove la bruttura è negli occhi di chi le ha pensate e non di chi, semmai, le legge o le pubblica.

di Roberta Maresci

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