Magazine Venerdì 3 aprile 2009

Dan Simmons, dalla 'Danza macabra' alle accuse di xenofobia

Magazine - Un commento fuori luogo, un lungo intervento ripreso dal web magazine Carmilla e una lunga polemica su quale sia la persona dietro al genio che emerge dalla qualità del suo lavoro. Al centro della feroce disputa scatenata da Jean-Daniel Brèque c'è Dan Simmons, accusato di essere diventato portavoce di un movimento xenofobo che ha nell'Islam la sua vittima.
Carmilla infatti ha riportato un intervento nel quale Brèque (il suo traduttore francese) racconta di come il suo rapporto con l'autore dei Canti di Hyperion sia venuto meno: un ragazzo – durante la crisi israeliano palestinese dei mesi scorsi - scrive sul forum del sito di Simmons di aver conosciuto una ragazza palestinese che ha dato l'impressione di essere una terrorista; Simmons asseconda il delatore, forse un mitomane, e provvede – preso da un eccesso di zelo o dalla voglia di scoraggiarlo - ad una denuncia alle unità anti terrorismo americane.
Nel forum appaiono anche commenti a sfondo xenofobo a cui si aggiungono parole di fuoco rivolte al partito democratico e al neo presidente Obama a cui il pluripremiato scrittore, in colpevole ritardo, risponde dissociandosi.
Brèque si dice indignato e comunica a Simmons la fine della collaborazione francofona al suo sito, Simmons reagisce con decisione, e lo boicotta: non sarà più suo traduttore per le edizioni francesi.

A questo punto il tam tam della rete dedica a Simmons un bel po' di spazio: ci si chiede quanto le idee di uno scrittore possano decidere del rapporto coi suoi lettori, ma soprattutto ci si chiede come Simmons, che non ha mai dato l'impressione di essere un estremista – sempre che sia il suo lavoro l'unità di misura – sia precipitato verso una deriva di intolleranza.
In realtà la situazione appare più semplice proprio analizzando il suo lavoro. Simmons da sempre trasporta nei suoi libri gli eventi che hanno traumatizzato lui e il suo paese nel corso degli anni: l'omicidio Kennedy, l'attentato a Reagan, l'esplosione del Challenger, l'Olocausto. Tutti avvenimenti che lo hanno segnato e sui quali torna continuamente.
Questo è probabilmente il suo modo di elaborare la Storia, per mostrare che il suo universo, anche quando lontano come quello di Hyperion o di Ilium, è saldamente legato alla realtà che lo circonda. È il quotidiano a definire lo scrittore in quanto uomo del mondo.
Inevitabile quindi che nei romanzi dell'ultimo decennio, nel ciclo di Ilium ma anche nella trilogia Hard-bolied dedicata a Joe Kurz (il suo Philip Marlowe), appaiano riferimenti continui all'11 settembre e al rapporto tra mondo occidentale e cultura islamica.
Tale confronto è esasperato in un breve racconto di fantascienza intitolato The Time Traveler (Il viaggiatore nel tempo, scritto nel 2006) - inedito in Italia – dove Simmons immagina un'Europa del futuro ridotta alla teocrazia islamica, trasformando in fiction il progetto finale dei fondamentalisti islamici.

Simmons è diventato xenofobo oppure difende il suo diritto a gestire in massima libertà la propria ispirazione? Ci sono argomenti tabù che è bene non trattare, oppure la scrittura è libera come la decisione di leggere o no un libro? In passato altri autori di genere hanno utilizzato la fantascienza per evidenziare alcuni difetti del presente. Simmons in Hyperion mette in guardia contro la staticità culturale, l'intolleranza e il potere temporale della Chiesa: perché non dovrebbe farlo quando si parla di Islam?
Il dubbio rimanda la questione alla divisione tra arte e pensiero, tra i paradigmi dell'autore e il frutto del suo lavoro. Spetta ad ogni lettore scegliere in base al proprio gusto e al peso che si decide di dare ai propri pregiudizi.

Per tutti gli indecisi, per i curiosi e per quelli hanno già scelto di scoprire Dan Simmons attraverso i suoi romanzi, arriva dalla Gargoyle l'occasione di leggere – per la prima volta tradotto integralmenteDanza Macabra (945 pag, 19 Eu), uno dei primi romanzi dell'ex professore dell'Illinois. Un horror molto ben elaborato proprio perché scritto da uno scrittore che si sente libero di spaziare tra i generi.
L'occasione offerta dalla Gargoyle Books non è invitante solo perché offre al lettore l'edizione completa di un romanzo di oltre vent'anni fa, ma anche perché la sua versione originale, edita da Mondadori per la collana Interno Giallo, esauritissima da anni, ha raggiunto quotazioni che superano i 100 Eu.
In Carrion Comfort (questo il titolo originale) Simmons tratta il tema del vampirismo in modo assolutamente nuovo, originale, unico e terrificante. I suoi vampiri non hanno sete di sangue ma prosciugano le anime delle loro vittime attraverso la capacità di agire sulle menti. Sono manipolatori capaci di annullare la volontà, trasformando uomini innocui in assassini senza scrupoli o di assogettare le persone per soddisfare gli appetiti peggiori. Si nutrono - conservando il corpo in condizioni eccellenti - del terrore prodotto dalla lontana consapevolezza di aver perso il controllo sulla propria volontà.

Il romanzo, che può apparire impegnativo a causa del numero di pagine, non è affatto faticoso, anzi, le pagine scorrono veloci grazie alla capacità dell'autore di mantenere alta la tensione nel lettore.
Simmons racconta di una fobia comune quando propone l'esistenza di menti capaci di controllare e veicolare secondo la propria volontà la storia. Alcuni lo fanno per saziare un capriccio (una delle protagoniste è stata la burattinaia dell'omicidio di John Lennon), altri per attuare un piano di dominio. Gli uomini sono pedine nelle loro mani, tanto che alcuni di loro non esitano ad utilizzarli per vere e proprie sconvolgenti partite a scacchi.
Alternato tra il racconto in prima persona di uno degli psico-vampiri e una voce narrante esterna alla storia, il romanzo si distribuisce bene tra memoria e presente, dando al lettore la possibilità di conoscere a fondo i protagonisti, e soprattutto la loro prospettiva, in una terrificante lotta tra il bene e il male in cui l’esito è tutt'altro che scontato.
Azione e horror si rincorrono e alimentano a vicenda, il riferimento ad eventi noti e a fatti di cronaca trasformano un bel romanzo in un ottimo romanzo horror, l'impossibile in probabile. Simmons sa bene che l'uomo nero non esiste ma parlandone, collocandolo nel quotidiano, costringe il lettore a dormire con la luce accesa, risvegliando in lui quella scintilla di fantasia che da bambini trasformava un mucchio di vestiti in un mostro assetato di sangue.

di Francesco Cascione

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