Magazine Lunedì 23 marzo 2009

'Belle sceme' di Maria Masella

Magazine - Cara Maria,
se non ti dispiace scelgo la forma della lettera aperta per parlare del tuo ultimo libro, Belle sceme! (Corbaccio, 247 pp., 15,60 Eu).
Lo faccio per un motivo molto semplice: questo libro non va bene per una recensione normale, un po' accademica. È meglio una forma più colloquiale e più diretta.

Ti dico subito che l'ho letto con facilità. Sembra che tu abbia fatto poca fatica a partorirlo.
In realtà so bene che - come Foscolo - un verso, anche se appare di una limpidezza che manco ti accorgi di leggerlo, è costato magari una notte di travaglio intero.
Si vede che, come ami dire tu, l'hai sofferto. Non nel senso che tu abbia fatto fatica a scriverlo. Ma per il fatto che un cambiamento d'umore narrativo come questo, un po' ti avrà fatto soffrire.
Rispetto a Mariani, però, non sei molto cambiata. Questa è una storia di femmine. Ma anche in Mariani, in realtà, le vere protagoniste sono sempre le donne. Con i loro umori, le loro manie e la loro forza sorprendente. Solo che stavolta questa forza magica e misterica della donna l'hai voluta far vedere un poco venata. Di sentimento, mica di una ruga di debolezza. Però. Si vede bene che di fragilità femminile qui non ce n'è manco un'unghia.

In queste pagine hai anche intagliato alcuni ritratti maschili. Ben fatti, senza involuzioni psicologiche troppo arcuate. In effetti, l'uomo che ti infila una mano nelle tette, e ti dice che tanto ti piace dai non fare la schizzinosa, è un tipo psicologico abbastanza frequente. Ti dirò ancora che l'Umberto - il tuo protagonista in colpevole negatività permanente - è un bel deuteragonista, in realtà. La stronzaggine che lo cerchia e lo accompagna come un'ombra malevola, è realistica. Così Matteo, con quell'ansia di stare sempre attento a che la sua donna, moglie, compagna, madre, tutto, stia sempre bene.
Anche questo è un tipo psicologico davvero presente su questa terra. Io ho un cognato che è così, e così perdutamente innamorato di mia sorella da perdonarle ogni mattana. Sempre.

Mi sono fatto un'idea precisa, ormai, di te. Tu non sei una ex insegnante che ama scrivere. O meglio, lo sei anche. Piuttosto però ti vedo come una ricercatrice di storie. E sei malata fradicia di balzacchismo. Sì, sai, quella sindrome per cui Honorè De Balzac riusciva a descrivere personaggi, storie e caratteri sempre diversi. Con una fantasia talmente diversificata che alla fine creò una Commedia Umana.
Il piglio tuo è questo. E qui, credo, che ti abbia aiutato davvero quel tuo spirito cartesiano che ti fa geometrizzare le storie. La tua logica matematica ti è molto utile. Penso tu sappia ormai piegarla in uno strano modo quasi fisico. Ti ho già detto che talvolta il dono di una scrittura chiara come la tua è figlio di una mente rigorosa, lucida.

Solo che la fantasia e l'intreccio da dove nascono, se sei così ragionatrice? Va bene l'intreccio. Un matematico ha in mente un certo risultato e può inseguirlo come se fosse un’operazione. Ma la fantasia che hai tu è pura, oppure la distilli nel ragionamento? Vai avanti a deduzioni oppure ogni tanto hai uno scossone elettrico che ti fa deragliare dai tuoi binari logici? Perché non mi spiego diversamente come faccio a divertirmi con i tuoi libri.
Se fossero soltanto chiari, rigorosi, va bene, ma troppo chiari, mi sarebbero già venuti a noia. Invece io mi diverto.
Un po' di sospetto lo avevo. Con questo libro avevo pensato che si trattasse di una storia di sole donne, e sai - dopo un po' - ho pensato che avrei rischiato di rompermi.
Per una volta, mi sono trovato a parlare da solo quando andavo avanti nelle pagine. Ed a interagire con il libro. Si, perché le storie d'amore - anzi d'AMORE - sono così. Arrivano dai romanzi d'appendice - che possono sembrare letteratura di serie B - ma poi, se di buona fattura, prendono e non ti mollano.

Qui, cara Maria, hai fatto un pieno di umanità decisamente senza guardare in faccia a nessuno. Non hai fatto sconti né a uomini e né a donne. Hai saputo raccontare - per me - un pezzo pulsante di vita attuale. Come siamo oggi, con le nostre nevrosi, i nostri tic e certe fregature che non cessiamo di prendere. Da romanzo d'appendice sei arrivata a un libro dove la psicologia non tormenta nessuno e dove gli amori non sono melensi. Sono veri e bruciano ancora.
Ti dirò una cosa che avrei preferito dirti in confidenza. Ho sempre pensato anch'io che le persone molto intelligenti siano in amore più sceme delle altre. Io sono l'esempio vivente di una fregatura via ed un'altra ancora.
Ma non perché mi reputi più intelligente. Solo che credo di avere un cuore che non conosce vie razionali né assi cartesiani. E credo pure che manco tu, con tutta la tua logica matematica ed il tuo spirito cartesiano, non puoi non possedere un cuore invece tutto fragile ed un po' nevrile. Ti piace questo termine? Lo usano in ippica per indicare certi cavalli un po' delicati, più sensibili degli altri. Quelli che vincono, però, perché posseggono un'anima che fa più di certe groppe alte due metri.

Credo tu ti sia celata dietro un personaggio del tuo libro. Che resta un gran bel prodotto genovese. Brusco fuori, ma con un cuore molto grande dove non si vede. Raramente si è invitati a toccarlo.
Se lo si fa, però, è per sempre.

di Alberto Pezzini

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Pupazzi senza gloria Di Brian Henson Azione, Commedia, Crimine U.S.A., 2018 Guarda la scheda del film