Concerti Magazine Venerdì 13 marzo 2009

La recensione di Genovatune

Magazine - Suono molto particolare per Johnny Grieco, che tra distorsioni, noises e graffi elettronici si scioglie per cinque tracce dalla natura sperimentale ed introspettiva. Iniziando la sua esposizione sonora con I'm Cool, Grieco infila due semplici parole, quelle del titolo del brano (e album), tra una giungla di suoni e rumori alieni, ben diretti e mescolati tra loro su un ritmo che presenta qualcosa di tribale, lento e cadenziato protratto per circa sei minuti prima di arrivare alla fine, dove un cambia creando un'illusione all'ascoltatore. Il brano diventa più aggressivo e ci si aspetta un'esplosione che purtroppo finisce per dare spazio alla traccia successiva: Bit the hand. I suoni rimangono spettrali, digitalmente sporchi, la voce non è invadente e in alcune parti fa pensare a quella di David Bowie, per il timbro ed alcune espressioni. Anche qui il ritmo trascina bene l'ascolto per tutto il pezzo.

Segue leggera e lenta Dark Rainbows, dove i suoni rimangono sempre omogenei alle due precedenti canzoni ma la voce prende un posto più importante: tra suoni che giocano sul pitch e sui canali, l'effetto è buono ed interessante, sopratutto verso la fine, dove degli spazi di silenzio rallentano ancora di più il ritmo e stimolano l'attenzione. Ma dopo questa breve pausa si riaccellera un po', sempre con l'aiuto di percussioni cadenziate al punto giusto da grancasse poco regolari e suoni che escono e rientrano in controtempo: la voce si nasconde nuovamente e lascia lo spazio a suoni sintetici, più che interessanti, ad un basso liscio e pieno, a un pad ipnotico ed un piccolo suonon simil theremin che nelle sue piccole comparse aggiunge qualcosa in più.

Ultimo passo di I'm Cool è Next imminent catastrophe, che aumenta ancora un po' il ritmo con percussioni distorte iniziali, e delle melodie un po' più orecchiabili, sebbene suonate da strumenti sintetici ricercati e non comuni.

Lavoro molto interessante: cupo, acido ma mai noioso e banale, i suoni sono particolari e spaziano tantissimo tra distorsioni ed effetti, i ritmi sono coinvolgenti e mai monotoni, la voce si incastra bene, e per non essere parte principale della produzione, viene sfruttata nel modo giusto tra tagli, effetti e piccoli accorgimenti. Consigliato a chi apprezza il genere elettronico in stile Dead Cities.

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