Magazine Martedì 3 marzo 2009

«Lei mi tradisce: dove ho sbagliato?»

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Magazine - Ho quarantadue anni, sono sposato da diciassette, ho due figli stupendi, una moglie altrettanto stupenda (almeno fino a questa estate), pochi problemi economici e un buon lavoro. Questa estate mi sono anche comprato la moto dei miei sogni: insomma mi sentivo l'uomo più fortunato del mondo.
Poi a settembre, decido di fare una sorpresa a mia moglie e cerco di prenotare un regalo in palio con i punti di una compagnia telefonica. Cosa scopro? Che ogni mattina, cinque minuti dopo che io ero uscito per portare i bimbi a scuola, lei chiamava qualcuno con cui stava ore al telefono. Premetto che le ricariche nel cellulare gliele facevo sempre io tramite la banca on line (più o meno ogni tre - quattro mesi), mentre lei ne faceva una o due ogni mese in aggiunta.
Le chiedo spiegazioni: lei mi risponde «mi interessa un altro uomo».
Ci sei andata a letto? «Si, - mi risponde, - da prima delle ferie».
Perché? «Non so».
Poi scopro che da almeno due anni si sentivano frequentemente, e che per non farmi arrabbiare aveva cancellato il suo numero dalla rubrica, così come tutte le chiamate e messaggi che si scambiavano.
Premetto che i nostri cellulari erano sempre sul tavolo della cucina, per cui tutti avevano accesso (anche i figli).
Dopo la rabbia iniziale (più che altro dovuta alla delusione) chiedo ulteriori spiegazioni, dicendole che devo capire il o i perché, altrimenti non riesco a superare la delusione.
Risposta: nulla, solo che lei non lo ha fatto per farmi del male. Ne parlo con una sua amica, al corrente della storia, e anche lei non riesce a farmi luce su questo lato.
Nel frattempo, senza che io glielo chieda, mi dice che l'amante è un uomo di vent'anni più vecchio di lei (che conosco anche io), e per giunta amico di suo padre.
Altro momento di delusione, non riesco a capire cosa abbia trovato in quest'uomo.
Le chiedo se ho fatto qualcosa di sbagliato, e lei candidamente mi dice: «no niente, tu sei a posto, il miglior marito che potessi volere».
Altra delusione. Cerco di dimenticare, ma dopo un momento di simil-felicità, ripiombo nel mio dilemma: perché?
Andiamo a fare un week end lungo, con amici e senza figli, nella speranza di poter riacciuffare il matrimonio, e per poter parlare tra noi.
Alla mia domanda, «perché?», non sa rispondere (o almeno non capisco cosa voglia dire), allora le chiedo cosa le dava quest'uomo, cosa pensava quando organizzava gli incontri etc, ma niente, nessuna risposta, tranne che non si ricorda o lui c'era sempre.
«Scusa, ma io, per te, dove ero?»
Per tutta risposta mi dice: «quando stavo con te stavo bene. Ho anche provato a troncare con lui, ma poi lo richiamavo».
Sono ormai un paio di mesi che non facciamo sesso. Lei non cerca mai di toccare l'argomento, ogni volta sono io che prendo l'iniziativa.
Le ho scritto una lettera, con la scusa che dovevo cercare le parole per spiegare come mi sento: dopo averla letta, ha pianto (anzi ogni volta che ne parliamo piange) e poi niente, nessuna richiesta di spiegazioni, ma neanche nessun commento su supposizioni che io ho fatto (che abbia indovinato?).
Mi sono tolto la fede, nessuna reazione.
Mi vuole baciare, ma io mi nego.
Mi dice che mi ama, e che vorrebbe ricostruire un rapporto con me.
Il mio bisogno di capire il o i perché è normale? La sua amica mi dice che sono troppo matematico. Se devo iniziare, di nuovo vorrei comprendere se e dove ho sbagliato, ma lei questo non lo capisce.
Poi un giorno le ho chiesto: «Lo hai fatto per vantarti con le tue amiche?»
Risposta: No.
Per sesso? No.
Per noia? No.
E allora perché? Silenzio di tomba.
Ormai sento il matrimonio sfuggirmi dalle mani, ma sono io che le chiedo troppo?
Aiuto. Grazie.
Franco



Caro Franco,
ormai dovresti saperlo: quando si sbaglia, si sbaglia in due. Chi più, chi meno. Per dirla tutta ho la sensazione che tu abbia omesso qualcosa di importante o che, forse, sia sfuggito a anche a te.
È più di una sensazione: ogni volta che mi sento disarmata di fronte alla richiesta di un consiglio, poi scopro che mancava quell'insignificante particolare che... Quindi cercalo, il particolare, potrebbe rivelarti una verità che sai e non ti vuoi dire. O, meglio, prendi le distanze dal sospetto orribile che non vuoi mettere nero su bianco, ma ti rode e che tuttavia - ammesso che la mia ipotesi sia corretta - in un certo modo salverebbe capra e cavoli, rendendovi vittime invece che responsabili di quello che sta accadendo. Forse faresti meglio a ritornare sui contenuti della lettera di cui hai parlato - con molta delicatezza - e arrivare finalmente alla verità, qualunque sia.
In alternativa potrei parlarti della crisi dei quaranta, che fortunatamente conosco per sentito dire. Ma non mi sembra il caso, in genere porta a cercare conferme della capacità di seduzione e quindi la vittima si interessa a persone giovani o coetanee. Potrei suggerirti di riflettere proprio sull'età inconsueta dell'uomo e sull'amicizia che lo lega al padre di lei, ma ritengo che tu lo abbia già fatto. Ma soprattutto ti chiedo: perché non mi hai parlato di lei? Non mi hai detto quanti anni ha, che lavoro fa (se lavora), come si occupa dei vostri figli, anche loro di età imprecisata? Elabora questi dati, sii pure matematico, perché è vero che tutto ha una spiegazione, ma fallo a partire da lei. Che sembra la protagonista della tua mail, ma finisce per essere una figura di contorno.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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