Magazine Giovedì 26 febbraio 2009

La luna, chi l'ha osservata e chi l'ha toccata

Magazine - «L’ottavo giorno dalla creazione dell’universo intero, verso sera, Eva si presentò in tutta la sua fluente biondezza ad Adamo e mise bene in chiaro le proprie richieste: “Voglio la Luna!” esclamò, senza troppi giri di parole. Adamo, evidentemente poco avvezzo alle richieste femminili, sorrise affettuoso e diede - si narra – un bacio sulla fronte della bella, poi si avvicinò al melo, colse con un rapido gesto il frutto più dolce senza badare al sibilo diabolico, e lo porse all’amata».

Inizia così l’ultima fatica bambinesca di Andrea Valente. Titola Guarda che luna e l’ha appena sfornato l’editore Il Castoro (120 pp., 14 Eu). Ventotto racconti a metà strada fra lo scientifico e l’umoristico, su tutti coloro che hanno guardato, studiato, raccontato, cantato e toccato la Luna. Partendo un po’ prima dell’anno zero, quando il filosofo Anassagora la guardava pensando che qualcuno la abitasse, mentre la gente lo ascoltava distratta un po’ come si ascolta il fruttivendolo scandire i prezzi di banane e insalate. E le partenze intelligenti? Lo imbeccava ogni tanto qualcuno. In pochi lo ricordano quando ipotizzò che il sole fosse una massa incandescente e la luna un globo roccioso: nel libro, c’è menzione.
Che dire di Claudio Tolomeo? Aveva l’abitudine di scrutare il cielo dalla sua casa d’Egitto, mentre di giorno studiava la geografia: nel libro viene ricordato per la sua teoria secondo cui la terra se ne sta al centro dell’universo e tutto il resto le ruota attorno, una sua idea tant’è che questa storia la conoscono in molti come il sistema tolemaico. E che dire di Montezuma? O quel marpione di un Galileo condannato come eretico per aver sostenuto che la terra gira intorno al sole e non viceversa, anche se… eppure si muove!

Cose oggi ovvie. Come è ovvio che davvero Cyrano de Bergerac visse in terra, tanto da scrivere pure L’altro mondo o gli stati imperiali della luna, anche se chi lo ricorda ha in mente il suo naso modello centotrè tanto riconoscibile anche quando le foto sui documenti ancora non erano state inventate…
Ma ci sono proprio tutti; da Beethoven e Chopin che le hanno dedicato sonate a Calvino più pratico con i racconti e perfino Méliès che le ha dedicato uno dei suoi film più bizzarri. Immancabile la storia del 21 luglio 1969, quando qualcuno ci mise piede.
Per il resto ci pensa la quarta di copertina nell’inviatarvi a dare un assaggio questo utile, pratico e delizioso libro, già a pagina 52. Chi c’è? Lo scoprirete solo sfogliandolo sul serio.

di Roberta Maresci

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