Magazine Giovedì 19 aprile 2001

Il blues del mare

Magazine - La musica e il mare... a pensarci bene sembrano inestricabili, note ed acqua salata “mixate” come in un disco....
Ho sempre pensato al mare come ad un musicista che ripete un blues, a volte un pò più triste, ogni “concerto” cambia di intonazione e spesso non si capisce da dove prenda certe tonalità basse che ti annodano lo stomaco.

Un giorno, lungo le mie spiagge, l’ho visto duettare, un dialogo in piena regola...

Un uomo nel suo completo grigio, il sax al collo, in piedi sul molo, mi dava le spalle, suonava il suo blues del mare, con le onde a fargli da spazzole sulla batteria.

Stacca le labbra dall’ancia, si accende una sigaretta e ad occhi chiusi, battendo il tempo con il piede e accompagnando con la testa, ascolta l’assolo del suo liquido compagno. Sorride ogni tanto, come fanno i musicisti quando un collega tira fuori la nota giusta, poi abbraccia le chiavi e riprendono insieme il tema. Il faro, in lontananza, batte il tempo.

In un blues ci si confessa, si piange... così piccolo, lontano, su quel molo, un uomo in un completo grigio, il sax al collo, apre il suo cuore agli abissi silenziosi. In effetti il mare nel profondo non “suona”!!... Un bel silenzio, che, casomai, più che parlare ascolta... La musica di pesci e coralli, di gente che nuota qualche metro più su e canta l’ultima canzone di turno...che gran confusione!! Ascolta, suona...

“Aspetta!!” Se ne va.

Ha riposto lo strumento nella custodia di pelle bordeaux e cammina verso la terra ferma... gli plano intorno un paio di volte, forse si ferma e ricomincia a suonare!

“Bis, bis!!” Macche’! Mi guarda e sorride; la sagoma grigia con la sua custodia bordeaux si allontana; rimaniamo il faro, il mare ed io ancora a chiedermi se il primo ha studiato da batterista ed il secondo da basso o viceversa!

Mistero del mare: fa dischi impastando acqua salata e sabbia ed ogni tanto ruba le note ad un sassofonista in vena di confidenze accarezzando con onde gentili il “palco”....Beh, buonanotte io riprendo la strada di casa, i miei compagni gabbiani mi aspettano, ci vediamo domani, solito molo, solita ora... e chissà chi suona!!


Fabiana Fusco

di Donald Datti

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