Magazine Giovedì 19 aprile 2001

Il figlio del mare

Magazine - Giappone. Un braccio di terra sfida l’Oceano come una nave.
Il comandante è un bambino dagli occhi blu, Er Shui.
Siede sulla riva, fra le mani ha delle conchiglie, piccole sculture di madreperla del Mare.

Guarda avanti a sé, le porta alla bocca, le sfiora con le labbra, il suo respiro le riempe e le attraversa per trasformarsi, come per magia, in suoni dalla diversa modulazione. Non è una musica qualsiasi, porta con sé l’odore intenso del Grande Oceano, la sua schiuma di sale, il suo blu più profondo e intenso, l’infinita cantilena della risacca, l’infinita cantilena della risacca, l’infinita...

Er Shui suona il Mare con il mare, con ciò che l’acqua ha creato, con ciò che le correnti hanno portato a riva e gli hanno donato, la sua musica è il malinconico canto di una balena lontana...è lo sbattere l’uno contro l’altro dei sassolini a riva.... è il vento dell’Oceano, forte e salato respiro della Grande Presenza...

Nelle giornate più calme e serene la gente del piccolo villaggio, dalle barche, dalle case e dalle strade osservava rapita e incuriosita lo strano spettacolo, senza riuscire a capire.. Solo i pescatori più vecchi, quelli che sapevano di conoscere ormai ogni segreto del Mare e della sua anima, potevano udire gli interminabili giochi di cantilene tra i due suonatori: discorsi sommessi, suoni brevi e impalpabili come un soffio lasciati in balia del vento...e potevano vedere gli occhi di Er Shui scintillare vividi.

A volte Padre e figlio litigavano: erano giornate burrascose e buie, giornate in cui nessuno osava uscire di casa, in cui risuonavano ritmi inquieti e interrotti come l’infrangersi di un’onda sulla scogliera, trascinati lontano dal Vento infuriato. Un giorno litigarono come non avevano mai fatto, urlando a squarciagola con tutta la potenza e la forza che avevano in corpo, con tutta la rabbia che avevano nell’anima. Tutti li udirono questa volta, e più tardi tutti videro la tempesta dileguarsi allo spuntare del Sole tra le nubi.

Pace.

Allora Er Shui e l’Oceano si abbracciarono forte, non lo avevano mai fatto, ma per la prima volta si abbracciarono. Era un’emozione strana per il piccolo dagli occhi azzurri, suo Padre ora lo cullava dolcemente, la sua musica, la musica delle sue conchiglie lo circondava, lo avvolgeva, l’Acqua lo avvolgeva, si fondeva con il suo essere... Er Shui si disperse nel Grande Padre come note disciolte dal Vento.

Il Mare l’ha portato con sé, l’ha liberato dal corpo, dalla materia, per ricondurlo alla sua origine, ma ha lasciato nel cuore di ogni conchiglia del mondo un pezzo della sua anima, il ricordo del suo malinconico canto...


Sabrina Montanari

di Donald Datti

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