Magazine Giovedì 19 aprile 2001

Omaggio a un giovane albanese

Omaggio a un giovane albanese mai arrivato in Italia


Fama, successo, amore, forse un giorno anche la felicità. Erano questi i pensieri che affollavano la mente del giovane Andi mentre il catamarano su cui era stipato insieme ad un’altra trentina di compatrioti si allontanava dalla caletta dove tanti anni prima suo padre gli aveva insegnato a nuotare. Maledetta cala. Ogni volta che ripensava o guardava verso quella nera scogliera nei pressi di Durazzo, la tristezza e la nostalgia prendevano il sopravvento sui sogni. Italia: quanto aveva agognato questo giorno, quanto aveva sudato per pagare quei demoni, i soli in grado di condurlo alla terra promessa. Andi sognava di diventare un divo della musica leggera: appena in Italia avrebbe lavorato duramente; qualsiasi sacrificio pur di non abbandonare la sua passione. Aveva talento, forza, tenacia e poi era così giovane e bello. Si, era certo di farcela.

Pian piano la scogliera, la sua infanzia, l’amata Albania scomparvero alla sua vista. Andi si accovacciò in un angolo della prua e cercando di non prestare attenzione al frastuono che regnava dentro e fuori di lui rivolse il suo ascolto al mare: il suo moto, i suoi suoni, i suoi odori riuscirono a ristabilire una certa serenità e a trasformare la tristezza in piacevole e dolce malinconia. Era ormai notte. Improvvisamente il cielo aprì le sue fauci: un tuono, un altro, un altro ancora, e ancora...pioggia...Il brusichio di voci che circondava il giovane si mutò in breve nella confusione più totale: urla, pianti, lamenti. Sembrava che il cielo volesse cadere giù ed il mare ascendere sino alla nera voragine. Uno dei Caronte della barca intimò ai passeggeri di accasciarsi, di fare silenzio, poi sparò due colpi. Andi, steso a terra, tentò di ritrovare la calma ma non vi riuscì: troppo grande era il terrore, troppo forti le grida. No, doveva farcela: ricorse a tutta la sua forza interiore per non abbandonarsi al panico, si rivolse al mare, lo supplicò di placarsi ma...........

Quando Andi riaprì gli occhi era una splendida mattinata: alcuni gabbiani volavano intorno all’albero maestro e il mare era limpido e piatto come un immenso stagno. Andi notò che la barca non aveva subito danni e che a bordo era solo ma stranamente non se ne curò. Avvolto da un canto celestiale, Andi guardò verso l’orizzonte e vide la terra. L’Italia, i suoi sogni, un nuovo mondo............


Jonny Dema
di Donald Datti

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