Magazine Giovedì 19 aprile 2001

(senza titolo)

Magazine - Io..quando non capisco, non “tocco”, ho paura.
Poco amore è meglio di tanta indifferenza. Chiederò al pianista di suonare Memories of green.

Amare significa rinunciare alla forza. L’amore è l’unica cosa che ci permette di fare a meno di Dio. Voglio che il mio cervello si fermi ad ascoltare il rumore assordante del mio cuore e voglio che il mio cuore sia ovunque.

Il pianista la sta suonando. Rachael nel film bacia Rick.
Questa musica seduce e crea, pensa ed è in grado di capire. Mi divide, mi strazia. Riempie il grande spazio vuoto che c’è nella mia vita.

Rachael sogna il mare. Il mondo è una sconfinata landa silenziosa senza il frangersi delle onde. Io e Rachael siamo più grandi del mondo. E’ solo una bugia tra le tante che la vita è infinita, la vita che non si vede e non si tocca. Il mondo parla dei dolori meno profondi. Chi soffre si accontenta di ciò che gli altri hanno già provato. Il dolore fa la sua comparsa a scena aperta. Non ci protegge nessuno. Ascolta il piano Rachael... dadinna, dadinna...ninnà, papapà... tatà, tatà, drupipedrupininnà. Non vergognarti delle tue vene Rachael. Perchè molta gente senza eroina non sa di avere le vene. Continua a guardare il mare. Sinchè dura la musica nessuno ci tocca. Dopo avremo un guasto al sonno, un’avaria e nel deserto aspetteremo il Piccolo Principe. Saremo al di qua dei sogni. Per adesso bagnati i piedi. Sembra ci sia il tramonto di qualcosa. Il mondo parla dei dolori meno profondi. Le conquista di una vita. L’amore è uno zero senza pareti. Tu però bagnati le vene nel mare. I tuoi occhi hanno l’acqua, i tuoi occhi hanno la terra. I tuoi occhi due bicchieri. Nanninna, ninnà, parapuppeppudu, tatatatì, tatà. Vangelis l’ha scritta pensando a te. Ai tuoi occhi che sono due bicchieri che si portano dietro il mare per bagnare i miei occhi di spugna che aspettano al sole. Ascolta, ascolta. Prendimi le mani poi le braccia e portami sulle tracce concentriche della vita, fa il giro con me. La vita non è una linea dritta. Nel vuoto i suoni si propagano. Altre galassie aspettano la tua voce. Puoi rompere l’acqua coi piedi. Daddinna, daddanni, nannà, dadudutattatà, patì. Non dire nulla. Lo so che ti svegli scatola e la vita ti trema dentro. I fili delle tue vene sono blu come il mare. La gioia di questa melodia al piano e del mare mi fregano, lento come sono, quasi sempre sull’uscio del cuore facendomi tremare le gambe e le mani. C’è questo silenzio Rachael. Il mare ha finito di strusciarsi sul dorso dei piedi. Mi affaccio fuori, forse se non guardo è ancora primavera e tu senza lavoro mi tieni per mano come un bambino. Lo senti questo silenzio? Mi affloscia le corde vocali. Chiederemo al pianista di suonarla ancora la tua melodia delle memorie importanti.


Damiano Landriccia

di Donald Datti

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