Magazine Venerdì 23 gennaio 2009

«Mi piace la dottoressa. Che devo fare?»

Se vuoi contattare il Dottor Marco Ventura scrivi una email a lettinovirtuale@mentelocale.it

Magazine - Gentile Dottore ho un quesito d' amore che mi sta corrodendo l'anima.
Ho 35 anni, bel ragazzo, ma un po' timido.
Da alcuni mesi sto eseguendo delle visite a cadenza mensile da una dottoressa molto carina, più giovane di me e che non avevo mai visto. Cioè non avevamo confidenza.
Dopo una seduta quello che mi ha colpito è che questa ragazza spesso abbrevia il mio nome, Alessandro, in Ale, oppure mi chiama in inglese Alex.
Durante le visite di controllo ci scambiamo qualche battuta e noto che lei ride anche se è molto professionale.
Io però sono molto sensibile, ma l'atteggiamento femminile di abbreviare il nome è sintomo di interesse o sono fuoristrada?
Vorrei chiederle un appuntamento perché mi piace molto come persona, ma non vorrei rovinare tutto.
La ringrazio ed attendo una sua risposta.
Alessandro Genova


Saluti Alessandro,
tra i tanti motivi che mi hanno spinto a risponderle c’è anche una analogia tra la sua storia e quella di un amico che, anche lui ha fatto una corte assidua ad una sua dottoressa. E così, in parte, mi sembra di rivivere un recente passato di trepidazione e di consigli chiesti e dati. E più di una volta. Se poi la cosa la uò confortare le cose, per il mio amico, sono andate a finire “bene”,almeno per ora. Ma questo, in realtà, non vuole dire niente.
Cioè, in effetti qualcosa dice. Ecco perché il suo quesito, che non è poi così isolato, mi permette di affrontare un paio di questioni “relazionali” non trascurabili.
Lei mi chiede: è un buon segno? E la prima risposta è: sì!
Ma subito dopo, a mia volta dovrei chiedere, a lei, è un buon segno di cosa? Ed eccoci al primo problema, le convenzioni sociali, nel nostro paese e nel nostro tempo, non sono più così rigide e lineari come, forse, erano in passato. Così se, in altri tempi, un comportamento più informale da parte di una ragazza era segno di una sua “disponibilita” nei nostri confronti, oggi, lo stesso comportamento potrebbe essere anche una manifestazione di generica gentilezza, o semplicemente di una sua spontaneità caratteriale o di un approccio professionale teso a diminuire le ansie dei pazienti o, che so, di un istinto “materno” verso chi sente in difficoltà. Tutte cose buone, assolutamente, ma non necessariamente così buone come credo intenda lei.

E così non credo che basti un atto di gentilezza come “chiamarla Alex” per significare chissà che.
Ma questo porta ad un altro problema. A lei questa ragazza piace? O meglio, le piace a prescindere da come la chiama? Perché, alla fine, la cosa importante è questa.
Mi spiego. Se a me non interessa andare oltre il rapporto professionale che la mia dottoressa mi chiami Ale o Alessandro non fa poi così tanta differenza, il nostro rimarrà sempre un rapporto professionale, anche se un pochino più od un pochino meno ,cordiale.

E se una ragazza mi interessa oltre al fatto che è la mia dottoressa credo che anche se mi chiama Alessandro (anziché Alex) le invierò lo stesso un mazzo di rose (sto citando il mio amico) e cercherò di invitarla a prendere un caffè.
Quindi credo che il vero problema sia la sua timidezza, di cui, forse dovremmo parlare un po’ di più.
Ma sperando che leggendo queste riflessioni lei si senta più intraprendente mi verrebbe da dire che, a questo punto, dovrebbe trovare la forza di presentarsi con un fiore e con un invito a bere qualcosa assieme.
E non si preoccupi se le toccherà ripetere l’invito qualche altra volta, così come non si agiti se invece avrà subito una risposta affermativa.
Si tratta solo di un caffè!
Buon divertimento
E mi faccia sapere gli sviluppi.

di Marco Ventura

Potrebbe interessarti anche: , «Mamma secondo te sono lesbica?»: la domanda di una figlia i dubbi di una madre , «Preferisco stare con le mie amiche anziché con il mio ragazzo: Cosa mi succede?» , Paura di essere omosessuale, lo sfogo di un ragazzo e la risposta dello psicologo , «E se fossi lesbica?»: forse è solo paura e ipocondria , Doc Omosex? Forse è solo ipocondria