Magazine Venerdì 16 gennaio 2009

Se ami qualcuno, lascialo libero

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Magazine - L'unica vera libertà è l'intelligenza, ha scritto Lucio Fontana.

Ho cinquantadue anni e sono madre di un ragazzo di ventitre e una di diciotto. Mio figlio esce con una ventunenne da circa due anni. L'ha conosciuta proprio quando si era traslocata in un appartamento condiviso fra studentesse. Quindi spessissimo dorme, anzi vive da lei.
La domanda del giorno a casa nostra è: mangi con noi? Dove dormi? Mio marito fa il broncio ogni volta e io dietro le quinte combatto per tenere la famiglia unita, ma con il rispetto per l'individuo-figlio.
Sono felice se vedo che mio figlio è davvero felice. È giovane, ma di carattere forte e determinato in ogni sua scelta, sia nello studio che nel lavoro, e sa essere dolce. Noi genitori abbiamo il compito di aiutare i nostri figli a conoscersi, a guardare dentro se stessi e il più in fretta possibile, perché il tempo è poco, in modo da riuscire a fare scelte da poter portare a termine. Sono cresciuti con questi concetti: forza e dolcezza. E io so che il mio compito di madre non è ancora terminato: ho ancora tanto da imparare, ancora tante prove da superare.
Ma sono tranquilla perché devo solo cercare dentro me stessa le risposte più sincere. La ragazza di mio figlio proviene da una famiglia disunita. Ha tirato su un muro tra noi e mio figlio. Viene a casa nostra solo se non ci siamo. L'ho invitata con il cuore più semplice e sincero per Natale ma non c'è stato verso. Mi da del lei. Io resto ferma.
Mio figlio sa che qui è amato così tanto da essere completamente libero. Se davvero si ama non si mette l'altro davanti a una scelta del genere.
Mai dirò a mio figlio: «o lei o noi».
La stupidità è un male incurabile.
E può provenire sia dai genitori, dai suoceri, dal fidanzato o fidanzata.
C.


Grazie per la sua lettera, che mi ha fatto molto riflettere.
Dunque l'ho letta e riletta, e sono abbastanza sicuro che lei non pone alcuna domanda, così che mi sono sentito libero di non dover dare una risposta precisa e di poter scrivere, a mia volta, alcune considerazioni.
Partirò dal titolo che lei ha scelto, L'unica vera libertà è l'intelligenza. Con tutto il rispetto per Lucio Fontana, vivendo in un mondo così complesso e articolato sono diventato decisamente diffidente verso chiunque abbia una ricetta che sia l'unica vera per un qualsiasi cosa. Non le dico poi come sono in difficoltà a definire l'essenza o i limiti della libertà all'interno di un'inevitabile trama di relazioni qual è la nostra esistenza terrena, dove le esigenze e il rispetto degli uni verso gli altri impongono, inevitabilmente, più di un limite. E per finire non saprei neppure cosa vogliamo intendere con una generica intelligenza di cui, come sembra ormai accreditato, ne esistono almeno otto forme diverse.
Guardi quanti dubbi, e pensare che anche a me sembrava proprio una bella frase. E anche ammesso che l'intelligenza sia davvero l'unica vera forma di libertà, quanto può fare nei confronti dell'amore, delle passioni e delle emozioni in genere?
Perche di questo stiamo parlando, di relazioni e di amore. Di madri e di figli. Così, riprendendo alcune sue descrizioni, prendo atto che:
Lei ha un ragazzo splendido, giovane e con un carattere forte e determinato.
Lei è felice quando lui è felice.
Lei si sente tranquilla.
Lei è sicura che suo figlio si sente amato e dunque completamente libero.
Molto bello, complimenti, non è facile trovare molte persone che possano dire altrettanto.
Davvero sono contento per lei, e mi permetto solo di farle notare come di fronte a questa sua forza non dovrebbe preoccuparsi troppo se la sua giovane nuora le da del lei (cosa che io faccio da 33 anni con i miei amati suoceri) né se, per questa volta, non siete riusciti a fare Natale assieme. A proposito, quando io mi sono sposato mi è sorto questo problema: come passare il Natale con la mia famiglia d'origine assieme alla mia nuova famiglia (mia moglie) che, giustamente, veniva reclamata dalla sua famiglia d'origine? Problema spinoso. Io ho sempre dovuto fare i salti mortali e, a turno, qualcuno era sempre scontento se non offeso. Se la cosa le può far piacere, la logica formale dice che ci sono alcune situazioni che non sempre possono essere risolte in una maniera perfettamente equa.
Ma cosa è capitato nella mia storia non è importante, è solo per dire che ognuno ha la sua storia familiare, a volte simile e a volta diversa dalle storie degli altri. E così, come lei ha intuito, forse le esperienze vissute in famiglia da questa ragazza non sono le stesse che ha vissuto suo figlio: quindi le sue prese di posizione potrebbero anche essere giustificate dal fatto che ancora deve capire come stanno davvero le cose, ma anche per questo ci vorrà un po' di calma e di pazienza. E non è detto che questo sia un segno di stupidità, ma forse solo una forma di autodifesa. E poi, se suo figlio è libero e consapevole, non credo che rischierà di trovarsi in una situazione che, non so se è sinonimo di libertà, ma sicuramente non favorisce la serenità.

E poi, se è vero che tutti devono fare le loro esperienze per poter crescere, è altrettanto vero che con la parola esperienze spesso noi vogliamo intendere sbagli. Ed è dal superamento di questi sbagli che si costruiscono le persone. Detto questo credo che, oggi più che mai, il ruolo dei genitori sia veramente molto difficile, anche perche potrebbe essere molto diverso essere la mamma di un bambino appena nato, di un bambino di cinque anni, di un bambino di dieci, di un bambino di sedici, e così via. Ma si può dire bambino a sedici anni? E come deve essere diversa la mamma di una ragazza di diciotto anni da quella di un ragazzo di ventitre? È difficile, e molto, incominciare a pensare che, prima o poi, i figli avranno bisogna di una mamma sempre meno mamma. E, che io sappia, sono tutti bravi a dare illuminanti consigli e regole auree ma, in realtà, fare i genitori, i buoni genitori, non è facile.
Spero solo che la sua buona volontà venga premiata, e che nel futuro riusciate a fare dei bei Natali assieme, anche se potrebbero non essere proprio tutti.
Buon 2009.

di Marco Ventura

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