Magazine Sabato 3 gennaio 2009

Favola per Simone: Tiptree e Marlo

Magazine - Tiptree andava a scuola vicino a casa.
Il padre, quando non era impegnato al faro, lo andava a prendere spesso.
Aveva una vecchia Renault 6, con il cambio a cloche che la faceva assomigliare a un'astronave. Veramente non era vecchia. Ora lo è, ma allora aveva un dannato suo perché.

Fatto sta che un giorno Tiptree uscì da scuola. La giornata se la ricorda ancora. Faceva caldo. Era arrivata una di quelle primavere che in Liguria senti subito nell'aria. Ci sono mille profumi e il cielo sembra più sottile. Tiptree fece le scale d'un balzo quando vide la macchina del papà. Aprì la portiera di scatto, anzi con la sua foga solita, e si ritrovò davanti a un cucciolo. Bianco e nero, che lo assalì letteralmente sul sedile e lo fece quasi impazzire di gioia. Quel cane si chiamava Marlo ed era un pointer.
Marlo divenne un compagno fedele del papà di Tiptree. Partivano per la caccia loro due, quasi due compagni legati da una vita sola. Marlo dormiva ai piedi del papà di Tiptree ed un po' cominciò ad assomigliargli. Era un animale nobile, ma come dire, ruvido e di poche smancerie. Gli piaceva la vita all'aperto e quando le cagnette erano nell'estro, non lo vedevi per dei giorni salvo tornare esausto alla sua cuccia quando aveva sbrigato i suoi affari di cuore.
Era un cane autorevole. Tiptree se lo ricorda ancora. Incarnava la forza, la vitalità e soprattutto l'equilibrio. Fu un grandissimo cacciatore. Aristocratico nella punta e molto scaltro con le prede. Non perdonava il cacciatore imbranato o maldestro. Ma soprattutto non perdonava la mancanza di umanità.

Tiptree si ricorda che, quando Marlo morì perché ammalato, una presenza fisica sembrò prendere commiato dalla campagna dietro il faro. Ed anche il faro stesso sembrò, per qualche giorno, emettere una luce più pallida, quasi un bagliore di saluto.
Anche il papà di Tiptree sembrò scendere in un silenzio che assomigliava molto al buio. Questo per qualche giorno.

Tiptree ricorda che poi la vita tornò come prima. Ma sia lui che il papà non riuscirono più a dimenticare quel grande cacciatore che era stato Marlo e che - da cane - aveva insegnato agli uomini a stare al mondo come si deve.
Tiptree imparò quindi che anche se la morte ci porta via le persone o gli animali più cari, non è vero che un altro ne prenderà il posto. Ognuno ha un posto che è e sarà sempre e solo tutto suo. Almeno nel cuore di chi ci ama davvero.

di Alberto Pezzini

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