Magazine Mercoledì 31 dicembre 2008

Lego probito: mattoncini senza regole

Magazine - Venti euro e tanti mattoncini colorati. È quanto basta se vi piace infrangere le regole. Partendo dai sotterranei della Lego, dove c’è una stanza segreta, stretta e ovviamente buia: è il regno di quei giocattoli che non hanno mai visto la luce del sole e che prendono vita in un manuale che vi aiuterà ad esplorare l'inesauribile potenziale nascosto delle famose costruzioni.
Quelle che mamma e papà vi hanno sempre vietato. Titola Lego proibito (Rizzoli editore) e promette di rivelarsi molto interessante. Se vi sfizia l'idea di scoprire che anche il mondo del Lego freestyle è affascinante quanto pericoloso, largo alle pistole, catapulte, veicoli ultra-veloci e cannoni alimentati a mattoncini.

Nel libro, gli autori Ulrik Pilegaard e Mike Dooley approfondiscono cinque modelli disegnati da loro e offrono le nozioni indispensabili per creare le proprie personalissime costruzioni pericolose. Ovviamente la Lego non vede di buon occhio questo vademecum vietato, essendo abituata a raccomandarci di non allontanarci dal percorso stabilito dal manuale di istruzioni e di avvicinarci a questo universo solo tenendo a mente che è controllato da regole piuttosto rigide. Come richiedono le norme di sicurezza necessarie per un prodotto per l’infanzia.

Prima ancora che la Corte di giustizia dell'Unione europea avesse stabilito che i mattoncini sono di tutti e la Lego non ha l'esclusiva, c’è chi si è sbizzarrito nel creare timer per cuocere le uova sode, strumenti musicali e mobili personalizzati, ghiaccioli e perfino biglietti da visita usando semplicemente il mattoncino danese. Come la Cambre Architecture, la scuola di architettura più prestigiosa del Belgio (fondata nel 1927), che non avrà il biglietto da visita più comodo al mondo, data la difficoltà di infilarlo nel portafogli, ma non rischia certo di mandare perdute le proprie informazioni tra le vostre scartoffie.

Chi preferisce l'autoritratto ci pensa direttamente la casa madre che, alla 'modica' cifra di 60 mila dollari, ti porta a casa l'ultima stranezza made in Usa: una fedele riproduzione di te stesso costruita interamente con i mattoncini della Lego. La trovata commerciale, riportata nel catalogo luxury-vacanze 2008 della catena di negozi Neiman Marcus, è nata dalla collaborazione tra la medesima catena e l'artista newyorkese Nathan Sawana. Per averlo sono sufficienti alcune foto e qualche piccolo dettaglio somatico per costruire in breve tempo un alter ego totalmente fedele all'originale.

Ma se vi dico omino Lego, cosa vi viene in mente? Quei pupazzetti in plastica, gialli, vestiti da meccanico, i soldati alla difesa del fortino, ma anche i terroristi di al-Quaeda e gli ufficiali Nazisti? Non ho perso il lume della ragione. È solo che l’azienda si è tenuta al passo coi tempi. Così i famosi pupazzetti da due pollici e mezzo sono stati prodotti nelle sembianze di Osama Bin Laden corredato di lanciarazzi, fucile e granate e un maggiore tedesco con un fucile in mano, la cui uniforme riporta le insegne delle SS, che può essere acquistato insieme a tutta la truppa d'assalto Nazista. La BrickArms - produttrice americana della Lego - dichiara di aver già venduto decine di migliaia di questi esemplari in ben 35 Paesi, tra cui i maggiori acquirenti sono stati l'Inghilterra e la Germania. Che dire? Ovviamente non sono mancate le polemiche, una fra tutte quella di un membro dell'organizzazione musulmana The Ramadhan Foundation, Mohammed Shaffiq che definisce questi pupazzi sul Sun absolutely disgusting (assolutamente disgustosi). «È una vergogna», continua, «è una glorificazione del terrorismo. Dovremmo lavorare tutti insieme per combattere il terrorismo, ma non sarà possibile fintanto che i bambini avranno tra le mani giochi simili».

Per la controparte ebraica si è espresso Edie Friedman, direttore del Jewish Council for Racial Equality: «Questi giocattoli disgustosi, sono qualcosa di cui tutti noi faremmo volentieri a meno, specialmente in un momento di tensione come questo».
Dal canto proprio, la Lego giustifica la propria scelta di produzione sottolineando che i ragazzi amano i personaggi cattivi, specie nei giochi di guerra, che molti combattenti arabi indossano delle sciarpe, non solo quelli di al-Quaeda, così come i soldati tedeschi sono figure storiche della seconda guerra mondiale. Niente inneggiamento o glorificazione al terrorismo secondo la Lego.

Dopo Indiana Jones e Batman, aver Lego-izzato il maghetto Harry Potter creato dalla scrittrice J.K. Rowling (ultimo fatto a pezzi in ordine di tempo), non vi resta che spendere le migliori ore della vostra giornata impilando pazientemente un mattoncino Lego sull’altro per creare fortini, animali, auto, stazioni e altre costruzioni di fantasia. Oppure seguire passo passo i libretti di istruzioni per lanciarvi nelle imprese più ardite che tirano in ballo robot della collezione Mindstorm o castelli, navi e aeroporti. Ma chi preferisce il proibito, ceda pure senza esitazione alle tentazioni di due “cattivi maestri” come Pilegaard e Dooley che vi guideranno oltre i confini del mondo Lego. E vi troverete a dare il benservito alle regole: quali? MAI combinare i mattoncini Lego con oggetti comuni (elastici, palline da ping-pong, fogli di carta, ecc); MAI modificare i pezzi tagliandoli o incollandoli; MAI scagliare proiettili impropri. Il delizioso quanto essenziale volume vi indica come infrangere le norme e procedere nel creare 5 costruzioni “politicamente scorrette”. Buon gioco!

di Roberta Maresci

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