Magazine Mercoledì 18 aprile 2001

Sirene e bomboloni

Magazine - Siamo arrivati al mare sabato a mezzogiorno. Mi sembrava di non essere tanto in forma e pensavo di avere patito l’auto, invece mamma mi ha voluto misurare la febbre e ce l’avevo quasi a quaranta.

Così il mare non lo vedo manco di striscio. In cambio lo sento decisamente parecchio, dato che sono costretto a stare a letto ad occhi chiusi e con pezzuole bagnate sulla fronte, e mi resta a disposizione solo l’uso delle orecchie.

L’alloggio che abbiamo affittato quest’anno è vicinissimo al mare, quasi dentro, e così il mare lo sento, altrochè se lo sento.

Mi arrivano suoni strani, forse allucinazioni o delirio da febbre, tra un conato di vomito e l’atroce inserimento di una supposta, tra il tentativo di bere una tazza di tè e l’impresa mostruosa di arrivare in bagno a fare pipì.

Sento le onde che vanno e che vengono, ma soprattutto vengono, e mi assaltano e fanno una musica un pò bella e un pò paurosa, e io scivolo scivolo e non riesco a nuotare, e ci sono le sirene che cantano ma io non le voglio ascoltare. Anche mamma canta, per farmi passare il tempo e tenermi compagnia. Canta il sapore del sale. Anche se è stonata da fare spavento.

Invece quello scemo di mio fratello, che sta benissimo e si diverte da pazzi, fa finta di essere Pelù e canta “bumerangabumerangarangaranga”... perfetto-imperfetto-trapassato remoto, così mi viene l’incubo dell’interrogazione di grammatica e mi ritrovo in un bagno di sudore.

Mamma dice “meglio così, se sudi vuol dire che stai sfebbrando”, ma io intanto lotto contro onde anomale e calamari giganti.

Poi finalmente arriva il giorno in cui sento una musica celestiale, un ritmo meraviglioso che penetra fino in fondo alla mia anima esulcerata e cura le ferite del mio povero corpo sofferente. “Pereppepè pereppepè....” fa la trombetta del venditore di bomboloni sulla spiaggia. Pereppepè pereppepè... bomboloni! a me! sono guarito! ho fame! bomboloni! vi mangerò tre a tre! Pereppepè pereppepè... melodia raffinata e salvifica... è proprio vero che la musica a volte fa miracoli.


Giovanni Graglia

di Donald Datti

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