Concerti Magazine Sabato 27 dicembre 2008

Musica e film: il meglio del 2008

Magazine - Il numero di fine anno di Uncut, una fra le più autorevoli riviste di rock e dintorni in Inghilterra, costituisce tradizionalmente occasione per fare il punto sulla scena angloamericana che ruota intorno a quello che, solo con grande fatica, si può continuare a definire “genere”, data la ricchezza e varietà di rivoli e correnti che oggi compongono questa musica.

Per non perdere l’orientamento in questo fiume tempestoso, Uncut sembra suggerire, almeno a scorrere i contenuti principali della rivista, una bussola sicura: la storia. Retrospettiva sui Led Zeppelin, pezzo sui concerti dei Doors, il cofanetto dei Kinks, e giusto per spingerci fino agli anni ’80, la reunion dei Pogues e gli esordi degli Smiths. Il rock sembra fermo, che vada bene, a due decenni fa e, se si valutano attentamente alcune delle cosiddette novità, il tasso di innovazione risulta veramente ridotto al minimo.

Una parziale conferma giunge anche dal librettino allegato con il meglio dell’anno, in cd, film e libri musicali. Se al nuovo si può ascrivere il primo posto di Third dei Portishead, un disco bello e denso, evoluzione del trip hop del trio di Bristol nuovamente attivo dopo anni di silenzio, con i Fleet Foxes torniamo già indietro nel tempo, ad armonie vocali che a molti hanno ricordato Beach boys e Crosby Stills Nash e Young. E fra i primi dieci classificati non mancano nomi storici, come il cinquantenne Paul Weller con il suo caleidoscopico 22 Dreams, o il coetaneo Nick Cave con Dig Lazarus Dig, mentre alla categoria dei “derivati” possono tranquillamente essere iscritti i Kings of leon con il loro energetico ma classico hard rock.

E i giovani, le nuove leve, le scoperte dell’anno? La guida di Uncut è ricchissima di classifiche e categorie, ma si fatica non poco a intravvedere qualche esplosione prossima ventura, come avveniva, a cadenza quasi settimanale, solo qualche lustro fa. Molto meglio, ad esempio, pescare nel best delle ristampe, che regala quest’anno gemme da Neil Young, Dennis Wilson e Creedence Clearwater Revival. Giusto per non affondare nel pessimismo sul futuro del rock, un nome si può però estrarre dal mazzo dei magnifici 50 contemporanei incoronati da Uncut: gli americani Tv on the radio, terza piazza, che con Dear science hanno ridato vigore ad una convincente formula inventata nei primi due cd, una pozione, per citare la fonte, “di rabbia, passione e funk, a metà fra Prince e David Bowie”.

Insomma, fra i tanti auguri che stiamo spandendo a destra e manca in questo periodo, uno sincero per un futuro migliore e più “nuovo” mi sento di tributarlo anche al caro vecchio rock.

p.s. Sui film niente da dire, l’annata è stata propizia e, non so se Giorgio Viaro concorderà, ma mi trovo perfettamente d’accordo perlomeno con il top della classifica.

Potrebbe interessarti anche: , Vincenzo Spera: «Serve un programma europeo della musica dal vivo» , Don Ciotti, Bollani e Renzo Piano, esempi per il futuro del Belpaese , Sanremo 2018: Leonardo Monteiro con Bianca. Testo e pagella , Festival di Sanremo 2018, i 20 Big in gara e le Nuove proposte , Umberto Tozzi, 40 anni che Ti Amo Live e il tour

Oggi al cinema

Se son rose Di Leonardo Pieraccioni Commedia Italia, 2018 Cosa succederebbe se qualcuno mandasse di nascosto alle tue ex dal tuo cellulare: "Sono cambiato. Riproviamoci!"..? È quello che accade a Leonardo Giustini giornalista che si occupa di tecnologia e innovazione per il web. Sua figlia, stanca di vedere... Guarda la scheda del film