Magazine Mercoledì 18 aprile 2001

Altamont 1969

Magazine - - Cacchio, ma proprio ad un selvaggio simile dovevamo rubare la barca...? Senti qua: “Le mie canzoni” di Paolo Limiti. “Sanremo ‘86” e “La vida loca” di Ricky Martin.. roba da spararsi in bocca..!!

- E che volevi, che prima di “soffiarla” svolgessi un’indagine sui gusti musicali del proprietario..?
- Beh, magari sarebbe stato carino fargli una telefonata, così ci preparava una pila di canzoni più indicate alla circostanza, che so.. “I fought the law” fatta dai Clash o “Jailhouse Rock” versione Motley Crue...
- Puah, “Girls, girls, girls”..che schifo! Parlando di cose serie, hai guardato i documenti giù in cabina?
- Si, ecco qua, la barca è di un certo Calone.. Gennaro Calone, sì.
- Che hai detto..?!? Merda! Ma lo sai chi è Gennaro Calone? Controlla tutta la zona delle “Rose Rosse” giù in città. Donne, armi, droga, tutta roba sua, magari anche la “maria” che ti stai fumando... Siamo fottuti, Giò..!!
- Ma che stai a dire! Qualche ora e saremo in Sardegna.. e tu pensi ad un tizio che manco si sarà ancora accorto di niente.. com’è che diceva lo zio Marvin? “Don’t worry, be happy”...e tra qualche ora questa storia sarà

“... finita. Ripeto, aspettate che Calone sia un pò più al largo e agite come previsto. Massimo dieci minuti e questa operazione dovrà essere conclusa, passo e chiudo”. La radio smette di gracchiare e sul piccolo piper i due uomini si fissano nervosamente. Tra le mani del più grosso dei due, una sorta di Joey Ramone calvo, il telecomando con un unico bottone rosso sembra solo un curioso giocattolo da bambini troppo cresciuti. “Sigaretta..?” chiede rivolto all’altro, ma questo non risponde, lo sguardo sulla barca che corre spruzzando in quel mare che acceca. Sente bruciare gli occhi, come davanti alle luci di un palco spoglio e sfiorito ad Altamont, 1969..un’altra storia, lo so, ma quella stessa acida musica di morte. Poi alza finalmente la testa: “Lo so che Skin è una ragazza tosta, ma sei sicuro che l’abbia piazzata giusta la

- ...bomba, sì, ti dico, Brian Setzer è sempre una bomba e non me ne frega un cacchio se adesso si tira dietro quello schifo di Orchestra...
- Ma se quando hai visto su MTV quel video lì con Jim Carrey volevi buttare la Ceres dentro al televisore..
- Beh, sì, lo sai che gli Stray Cats ce li ho tatuati anche sulla pelle, però poi uno ci fa la bocca.. E’ come il reggae: lì per lì fa cagare, poi, con due o tre canne sulla schiena.. A proposito, che si fa quando arriviamo in Sardegna?
- Ahh, tutto calcolato..! Benzina, spesa e via verso la Spagna.. quindi Marocco e giù verso la Costa d’Avorio..
- Siii, “Paradise city”, mi vedo già sbarcare di fronte al villaggio dove lavora tuo cugino cantando a tutta gola “Peace & love, Free-ee-ee, Nelson Man-de-laa”...
- Però.. non so Tommy, sei sicuro che non stiamo facendo una stronzata..? Cioè, dico, forse questa è troppo grossa per noi.. magari da qualche parte era davvero scritto che dovevamo rimanercene per sempre nella

“... merda!! Schiaccia quel dannato pulsante. Non c’è più una barca da mezz’ora, fallo saltare in aria quel bastardo..”
“D’accordo, sta’ buono, ora lo brucio, ancora un attimo di

... calma. Calma e silenzio regnano sulla distesa salata dopo la terribile esplosione. Solo qualche piccolo pezzo di legno sporca ancora la superficie immobile. Il mare è uno specchio geloso che trattiene molte più storie e segreti di quanti ne restituisce alla luce ed ogni uomo perduto può trovare tra le onde solo il miraggio di una fuga possibile, perchè c’è sempre un’altra terra laggiù, da qualche parte, a fermare la corsa. Ed è sempre la stessa acida, lurida musica di morte.


Fabrizio Torre

di Donald Datti

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