Concerti Magazine Mercoledì 17 dicembre 2008

Sirianni: il dibattito s'infiamma

Martedì 16 dicembre mentelocale.it ha pubblicato : «dilettanti, non suonate a Capodanno. State a casa e lasciate spazio ai professionisti, se no distruggete il mercato».

La community di mentelocale.it ha risposto alla provocazione accendendo il dibattito. Oggi arriva la risposta di Sirianni.

Continuate a commentare.

Magazine - Sono molto contento che la provocazione da me lanciata abbia trovato risposte da una parte e dall'altra. È un'invettiva rancorosa, è vero, qualcuno l'ha definita 'sfigata', e mi rendo conto possa prestarsi a interpretazioni diverse. Sono parole che ho pubblicato anche sul mio blog e su Facebook e non c'è voluto molto tempo perché il dibattito s'infiammasse.

Allora provo a precisare qualche punto.
Non sono per il corporativismo, perché è una di quelle piaghe che contribuisce a trasformare la forma espressiva non in mestiere ma in mestierame, ch'è concetto ben diverso. Ho amici in tutti i campi dell'espressione artistica che lo fanno a tempo perso o come secondo lavoro e io stesso per lungo tempo, proprio per l'immensa quantità di offerta rispetto alla richiesta che appiattisce i criteri di scelta, per campare mi sono arrabattato in mille attività diverse. Ci sono grandi musicisti come Jannacci, che di professione fa (anzi faceva) il medico o, come giustamente mi suggerisce l'amico cantautore Alessio Lega, scrittori e poeti quali Pessoa, Celine, Kafka, che trascorrevano la loro quotidianità in mansioni impiegatizie molto poco letterarie.

Sono anch'io dell'idea (come è stato scritto in qualche lettera di risposta) che spesso - non sempre - chi dimostra qualità di un certo tipo - professionista o dilettante che sia - ce la fa. Ma il mio sfogo aveva obiettivi molto più terra terra.
Chi suona lo sa eccome: la recessione colpisce soprattutto ciò che viene definito bene di prima necessità (e l'Italia luingimirante non prevede che la musica, l'arte o la cultura lo siano), se non sei un nome famoso c'è la lotta per suonare nei club - a Torino ho visto jazzisti con due palle così fare la questua davanti a certi gestori di locale col q.i. di un palo di staccionata e che li trattavano persin male - e i cachet sono sempre più irrisori.

Il mio caso è diverso, l'ho anche scritto: fare il cantautore non è come fare il musicista, il mio mestiere è scrivere più che cantare o suonare, ma ho davanti agli occhi musicisti eccezionali che, in una delle poche occasioni in cui c'è la possibilità di guadagnare qualcosa per reggere i duri mesi di gennaio e febbraio, notoriamente critici, si sono visti scavalcare non da dilettanti di talento, con proposte particolari e avvincenti, ma da gente che, armata di pc, scheda audio e basi, microfoni dal riverbero ecclesiastico, stonata ma non troppo, per un piatto di lenticchie e un calice di brut si porta via la serata di capodanno.

Per il resto io sono felice che un avvocato, un carrozziere, una pubblicitaria, una commessa di supermercato scopra di avere un grande talento e abbia la possibilità di esprimerlo.
Sto parlando della situazione contingente. È come se io, con una vaghissima infarinatura di legislatura, siccome ho già uno stipendio e mi diverte, facessi concorrenza gratis agli avvocati professionisti (categoria peraltro altrettanto sovraccarica). Io sicuramente mi farei un sacco di amici, ma nel giro di due giorni mi arriverebbero in casa finanzieri, esercito e polizia a cavallo per farmi chiudere bottega e portarmi in questura.

Nella musica questo non esiste. Chiunque è legittimato a farla perchè in Italia (e solo nell'ignorante Italia) abbiamo la cattiva opinione che la musica non debba essere mestiere o lavoro, non si debba distinguere fra chi è professionista e chi non lo è, anzi la Siae (meravigliosa!) colpisce più i professionisti di chi non ha mai compilato un borderò e suona lo stesso in giro. Andate a vedere in Francia o in Belgio come funziona e poi ne riparliamo.

Credo sia una lamentazione legittima, aspetto nuovi commenti perché il dibattito è sempre arricchente.

Federico Sirianni

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