Concerti Magazine Venerdì 5 dicembre 2008

L'ensemble creativo di Giulia

Magazine - Per fare della buona musica è diventato consigliabile aggiungere qualcosa in più rispetto alle formule classiche a cui siamo abituati da anni. Una chitarra raffinata, delle percussioni avvolgenti e una voce espressiva sono fondamenta preziose, ma senza un'adeguata brillantezza formale anche la più nobile delle idee rischia di tracollare nel fiume di proposte che i media scuotono nell'aria. A tutt'oggi, quando la sensazione generale non è che di un consunto senso retorico, spesso si ricade in atmosfere così prive di guizzi vitali da suscitare solamente noia. Giulia and the Dizzyness, consci di avventurarsi in un campo difficile, sembrano aver intuito la situazione al punto da offrire una valida alternativa a ciò che normalmente vaga nell'etere.

L’album After the Alpha_Decay si libra in una dimensione cronologicamente ambigua. Se da un lato brani come Silent and Proud si dispiegano su melodie vocali in qualche modo vicine a Fiona Apple, caratterizzate da una timbrica profonda e narrativa, Giulia sembra apprezzare anche intrecci armonici più eterei, divenendo uno strumento soave come le note di un flauto. L'energia non è la stessa, ma l'estro pizzica le corde di quello della cacciatrice di nuvole Kate Bush.
Gli spunti si susseguono a ruota libera fino a che, insieme alle intuizioni che da una cantautrice classica (per quanto evoluta) ci si potrebbe facilmente aspettare, si aggiungono al coro delicati beat elettronici e una profondità effettistica tipica di declinazioni rock / folk, di stampo molto cinematografico. Lo splendido lavoro fatto sull'album in sede di produzione è apprezzabile in tracce come Little girl, pezzo dai vivaci arrangiamenti, mantenuto sempre a debita distanza dal caos.

Nel brano di apertura del disco, Vanishing, la band libera le proprie potenzialità ibride, rimarcando al contempo i propri radicati debiti d'arte. La cura riposta nel confezionare l’intera opera è senz’altro sinonimo di una spiccata e orgogliosa personalità, ma il campo d'azione che potrà approfondire in futuro è certamente ancora molto vasto.
La musica elettro-acustica di Giulia e del suo ensemble creativo lascia dischiusi degli usci che dovrebbero essere più efficacemente esplorati e, di fatto, assottiglia l'ampiezza del raggio di ascolti che un genere tanto aperto potrebbe invece accogliere.

Quello che resta dopo l'Alpha_Decay non ha forse il sapore di contemporaneo, ma è pur sempre una piacevole parentesi di tranquillità.

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