Magazine Venerdì 28 novembre 2008

Antonio Marangolo tra amore e feticismo

Magazine - Eddie Ponti è un investigatore privato alle prese con un caso diverso da tutti gli altri: la giovane e accattivante vedova Maddalena gli chiede di pedinare una persona. Quella persona è Maddalena stessa. Inizia così un inseguimento che cambierà la vita di entrambi. Lei, disinibita e fragile, cerca un amore che la accetti per quella che è; lui, che ha il potere prodigioso di “accorciarsi di quindici centimetri”, affianca alla sua attività di investigatore la passione di una vita: l’arte contemporanea.

Questa la trama di Complice lo specchio, il nuovo romanzo di Antonio Marangolo. Anche la vita dell’autore è divisa a metà come quella dei protagonisti: sassofonista, compositore e arrangiatore da una vita, Marangolo ha lavorato con i grandi della canzone d’autore italiana, da Paolo Conte a Vinicio Capossela. Dal 1983 collabora con Francesco Guccini.
Dalla musica alla scrittura: perché? «Per motivi di insonnia», risponde lui scherzando, ma neanche troppo, «quando non riesco a dormire scrivo. E poi sono sempre stato un grande narratore durante le cene con gli amici. È stato Guccini a suggerirmi di portare su carta i miei racconti».

«La scrittura ha su di me un effetto terapeutico. Le storie che racconto sono vere per metà, per il resto libero la mia fantasia». Come nel caso della miracolosa capacità di Eddie Ponti di accorciarsi: «è una metafora per parlare dei cambiamenti che tutti affrontiamo nel corso della vita».
E il cambiamento è uno dei temi conduttori del libro: Eddie, Maddalena e perfino Igor, amico d’infanzia dell’investigatore, sognano una vita diversa e in parte riescono a realizzare i loro desideri: «questo è anche il mio modo di essere. Mi capita di essere scontento e so che la felicità dura un attimo. Così è la vita».

Ma quanto c’è di Marangolo nelle donne e negli uomini nati dalla sua fantasia? «Odio chi parla sempre del proprio ombelico. Certo, nei miei personaggi ci sono dentro fino al collo, ma nei racconti non manca mai la leggerezza».
Non ci sono donne forti nel libro di Marangolo: Maddalena è infelice e insicura nonostante gli atteggiamenti da femme fatale: «qualcuno mi ha accusato di misoginia. Non è così: adoro le donne, senza di loro sarei arido. Dopo aver letto il libro, Paolo Conte ha invece commentato: “la tua conoscenza delle donne è magistrale”. Lui è il mio sostenitore più accanito». Insomma, il ruolo “scomodo” di Maddalena serve a lanciare un messaggio: «le persone si possono amare per quelle che sono attraverso l’arte, che è la salvezza del mondo».

Altro tema forte del libro è il voyeurismo, «una componente del sesso che in Italia è diventata un’ossessione a causa della tv e degli spot. C’è un feticismo dilagante. Per me è stato un modo per tenere viva l’attenzione del lettore».
Cosa c’è nel futuro di Antonio Marangolo-scrittore? «Naturalmente un nuovo libro, che racconterà la storia di un uomo che, dopo un bagno in mare, perde il suo pene», spiega lui, «la ricerca passerà attraverso storie mitologiche».

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