Magazine Mercoledì 19 novembre 2008

'Donne e denaro', è ancora tabù

Magazine - Che rapporto hanno le donne col denaro? Come vivono l'aspetto economico del loro lavoro e il peso che questo assume nella loro vita quotidiana? Rosanna Massarenti, giornalista e direttrice della rivista Altroconsumo, propone un’analisi di questa relazione e delle sue dinamiche nel libro Donne & Denaro (Mondadori, 2008, pp. 159, 15 Eu).
Dopo più di un decennio di esperienza nel settore dei consumi e del risparmio, Massarenti mette la sua competenza professionale in un libro dal taglio fruibile e divulgativo: una lettura per tutte e tutti, che non ha nulla di arido e tecnico, lontano dall’approccio saggistico o manualistico dell’economista o del sociologo che scrive per gli addetti ai lavori.
Dalle ragioni storiche che hanno portato la donna ad avere un rapporto col denaro in cui dominano ancora timidezze e paure, ai motivi per cui il denaro non deve essere trascurato ma, al contrario, considerato un fattore determinante nell’esistenza femminile, per concludere con consigli pratici su come imparare non solo a gestire il denaro e a risparmiare, ma anche a investirlo e ad avere a che fare con le banche.

L’esperienza lavorativa dell’autrice si mescola ad ogni pagina con la sua natura femminile e la sua esperienza diretta: «volevo che si capisse che nel libro ci sono io - commenta Massarenti. - L’intento non era quello di dare consigli dall’alto, ma di raccontare la mia storia nella convinzione che chi legge possa ritrovarcisi. Le donne sono molto simili tra loro, nel senso che, nonostante le dovute differenze, c’è una femminilità che ci accomuna».
Lo scopo è quello di abbattere il tabù del denaro: «si può rinunciare a tutto, ma non ai soldi. Bisogna fare valere i diritti delle donne, che esistono sulla carta ma non altrettanto nella vita reale. L’attualità ce ne dà continui esempi: i primi tagli degli stipendi Alitalia sono stati a danno di donne con figli e questo è stato percepito come accettabile, perché purtroppo ancora lo è».
In un passo del libro Massarenti riporta un classico esempio in cui ci si scontra con la visione antica, ma ancora valida, della donna avulsa dall’argomento denaro: «poco tempo fa ho assistito a questa scena in un ristorante. Nel tavolo accanto al mio c’erano due simpatici nonni con una nipotina di cinque-sei anni. "Nonna, devi pagare?" chiede la bambina quando il cameriere porta il conto. "La nonna non paga mai. C’è sempre qualcuno che paga per lei". Ecco nel 2008 un insegnamento tramandato da donna "che sa" alla piccola apprendista (p.140)».

Il punto è che, se a livello teorico è facilmente condivisibile l’importanza per la donna di essere economicamente istruita, indipendente e intraprendente, dall’altro sembra che ci sia la tendenza da parte di molte donne a non percepire questo obiettivo come primario: «c’è un regresso in questo senso, negli ultimi anni, dovuto all’assunzione di modelli sbagliati come il marito molto ricco o il denaro facile, che sono vere e proprie trappole. L’indipendenza dobbiamo volerla».
Per arrivare al tipo di emancipazione della donna che auspica Virginia Woolf ne Le tre ghinee la strada è ancora molta; come dice Massarenti bisogna volerlo, perché l’indipendenza economica invalida tutti gli aspetti della nostra esistenza, compresi la sfera degli affetti, il rapporto di coppia e quello con noi stesse: «ci permette di avere la libertà di scelta e di pensiero».

di Marianna Norese

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