Magazine Martedì 4 novembre 2008

«Amo un ragazzo depresso, e ho paura»

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Magazine - Ciao Antonella...
sono un po' imbarazzata a scrivere, non sono abituata a scrivere, ma sono davvero innamorata... Amo un ragazzo più grande di me di nove anni... l'ho conosciuto ad un corso circa tre anni fa... lui ha iniziato a corteggiarmi... abbiamo iniziato ad uscire, ma per diverse incomprensioni abbiamo troncato...
Dopo un paio di mesi lui mi confessa di pensare ancora a me... gli do un'altra occasione, ma ancora una volta mi delude... Dopo un paio di giorni in cui mi scriveva frasi tenere non lo sento più... Lo contatto per chiedergli che cosa era successo e dopo un po' di tempo mi svela di essere depresso da un paio di anni… Gli chiedo di potergli stare vicino e lui in tutti i modi mi respinge… non rispondeva al cel... lo rassicuravo dicendo che per me l'età non contava nulla e che volevo aiutarlo...
Dopo una decisione sofferta gli dico che allora era meglio non sentirci più dato che lui mi cercava solo quando voleva lui e non rispondeva mai quando lo cercavo... Per un paio di mesi non ci sentiamo e non ci vediamo... Dopo circa 6-7 mesi ci rivediamo… I miei amici mi dicevano che mi guardava sempre... non staccava gli occhi da me... Dopo tutto questo mi rimanda dei messaggi dicendomi che mi sbagliavo se pensavo che non mi pensava... Mi invita ad uscire ed io per paura rifiuto...
Per un po' di tempo non si è fatto sentire ed ho supposto che stesse male... ed era così. Circa 2 settimane fa ci siamo rivisti e lui dopo che sono andata via mi ha scritto che era stato felice di avermi rivista… Adesso di nuovo non l'ho più sentito... Che devo fare? Non so più come comportarmi... Mi sento una idiota a non saper reagire, a non saper prendere in mano la situazione...
Secondo te lui è attratto da me, ma ha paura? È una storia complicatissima... Cosa devo fare? Soffro parecchio...
Baci baci,
Vanessa

Cara Vanessa,
come diceva don Gallo nessuno può salvare nessuno. Sottinteso se non vuole essere salvato. E, nel mio piccolo, aggiungo che invece di salvare –quando c’è di mezzo una patologia– si finisce troppo spesso per diventare complici, come si entrasse a far parte della malattia e dei tristi giochi perversi che porta con sé. Per una volta la paura è stata una saggia consigliera, hai fatto bene a non accettare il suo invito.
Se questo ragazzo è davvero depresso deve farsi aiutare, ma ne sarà ben consapevole ormai e la scelta è solo sua. Quella che descrivi potrebbe essere una patologia che si risolve con un po’ di sedute da un bravo terapeuta, ma anche una malattia un po’ più grave, che ha bisogno di farmaci e che ha tra i sintomi proprio quello del rifiuto della terapia.
Se non è così malato, comunque, di sicuro non ha neppure paura. Non vuole una storia impegnativa.
Scappa via, sei troppo giovane e non hai gli strumenti per risolvere problemi così importanti.
Auguri, Vanessa, che altro posso dirti?
Antonella

di Antonella Viale

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