Magazine Venerdì 31 ottobre 2008

Cosa farò da grande? Il giornalista

Magazine - Chi non conosce Robinson Crusoe e Gulliver alzi la mano. Tutti lo sanno: sono due noti personaggi della letteratura. Ma sono in pochi a sapere che i loro due creatori erano i fondatori di giornali rivali che si affrontarono senza esclusione di colpi nell’Inghilterra degli inizi del Settecento. In quel periodo, infatti, ebbe grande successo un nuovo genere di giornalismo che univa alla semplice pubblicazione di avvisi anche quella di articoli polemici e brillanti. Erano brevi saggi che si occupavano di politica, ma anche di morale o delle nuove usanze che prendevano piede a Londra e nel resto dell’impero britannico.

Daniel Defoe fondò nel 1704 The Review, che pubblicò fino al 1713, continuando a sostenere gli interessi e le aspirazioni della borghesia inglese. Qualche anno dopo, nel 1719, Defoe avviò, proprio sul giornale londinese, la pubblicazione a puntate del suo romanzo più noto, quello sulle avventure del naufrago Robinson Crusoe.
Al settimanale The Review ribatteva con altri articoli sferzanti un certo Jonathan Swift, che mise la sua vena caustica al servizio delle ragioni dell’aristocrazia e comunque dei conservatori, lanciandosi più volte contro la “nuova Londra” nata dal commercio. Lo fece dalle colonne del periodico The Examiner, che fondò nel 1710. Era lo stesso Swift che nel 1726, pubblicò, all’inizio in forma anonima, il romanzo I viaggi di Gulliver.

Chi l’avrebbe mai detto? Anzi, chi l’avrebbe mai letto se la Lapis non avesse editato il Manuale per giornalisti in erba? Titola Il mio giornale e l’hanno scritto Fabio Galati e Laura Montanari (pag.120, 15,50 Eu), con illustrazioni di Francesca Rossi; ma più che un libro somiglia piuttosto a un panino sfizioso di cultura e aneddoti consumati a suon di rotative, giornali, direttori e informazioni. Come quella che tratta di un primato italiano: quale? La Gazzetta di Mantova e La Gazzetta di Parma si contendono un record: la prima rivendica il fatto d’esser la più antica, con un inizio di pubblicazioni che risale al 1664 anche se a quel tempo non usciva tutti i giorni. La seconda afferma di essere quella che da più tempo viene stampata senza interruzioni, facendo risalire la prima uscita alla metà del Settecento.
Proseguendo di record in record, a quando risale (secondo voi) la prima sequenza di domande e risposte virgolettate? Per la prima volta sul New York Tribune nel 1859. L’intervistato era il leader dei mormoni Brigham Young, che difendeva la pratica della poligamia (la possibilità di avere contemporaneamente più mogli) prevista dalla sua religione.
Invece, riferendosi alle frasi celebri, c’è n’è una di Cyril Connolly che evidenzia «La letteratura è l’arte di scrivere una cosa che verrà letta due volte; il giornalismo crea una cosa che verrà letta una sola volta». D’altro stampo rispetto a quella lasciata in eredità da Napoleone Bonaparte: «Quattro giornalisti ostili sono da temersi più di mille baionette». C’è da rifletterci se si pensa che la sconfitta di Napoleone riportata dal Times fu proprio ciò che contribuì alla sua fama.

E giù a legger di come è fata una redazione. I criteri seguiti per scegliere una notizia. Scrivere un articolo. Verificare le fonti. Crear titolo, sottotitolo e occhiello in modo da sortire interesse. Dalla cronaca allo sport, distribuire gli articoli a seconda l’interesse. Con tanto di testimonianze della prima volta da giornalisti da parte di Ezio Mauro (La Repubblica), Giulio Anselmi (La Stampa), Ettore Mo (Il Corriere della Sera), Gianpaolo Pansa (L’Espresso), Milena Gaganelli (Report), Gian Antonio Stella (Il Corriere della Sera), Giovanni Floris (Ballarò), Natalia Aspesi (La Repubblica) e Marino Sinibaldi (Fahrenheit).
Ovviamente, visto che tra il dire e il fare c’è di mezzo questo sfizioso quanto prezioso e utile manuale, è possibile darsi al mestiere realizzando in pdf il proprio giornale, grazie a un software di impaginazione facilissimo da usare.
E per le nuove generazioni, l’informazione sarà un gioco da ragazzi.

di Roberta Maresci

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