Magazine Venerdì 24 ottobre 2008

«Mamma, ho paura di abbandonarti»

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Magazine - Dottore,
le scrivo perché ho un problema che riguarda il rapporto con mia madre. Vorrei essere più indipendente, sento di essere troppo influenzata nelle mie scelte da lei. So che è un problema che riguarda me perché mia mamma non posso cambiarla.
Ho 22 anni e sicuramente progressi ne ho fatti. L'anno scorso ho deciso di iscrivermi all'università dopo un anno passato malissimo. Infatti ho fatto due anni circa di psicoterapia, in cui secondo il mio dottore, per essere indipendente, avrei dovuto trovarmi un lavoro e andarmene via di casa.
Ma in fondo sapevo che non era quello che volevo!!
Cosi ho lasciato questo dottore e ho preso la mia scelta. Adesso a distanza di un anno circa, sento che questa è la decisione giusta per me,anche se i miei "vecchi fantasmi" nel rapporto con mia madre tornano.

Secondo lei come posso fare per avere più indipendenza e staccarmi definitivamente da mia madre e vederla come una qualsiasi persona?
A livello conscio ho questo grandissimo desiderio, risolverlo sarebbe la vivere la MIA vita; dall'altra parte, a livello inconscio, sento come se una parte di me non mi facesse cambiare e mi facesse rimanere sempre li. Consideri che mia madre è molto ansiosa e che vorrebbe averci (ho altre 2 sorelle) come vorrebbe lei.
Vorrei definitivamente "tagliare il cordone ombelicale" e affermarmi come persona autonoma!!
Un ultimo punto: in tutto questo io sono fidanzata da 3 anni, con un ragazzo fantastico che in tutta questa situazione mi è sempre stato vicino, pur non capendomi a fondo.
Sento che questa situazione di non totale dipendenza pesa sul nostro rapporto e non voglio più che questo accada per lui e per il nostro stare insieme.
La ringrazio.


Buongiorno,
io intanto ringrazio lei per avermi scritto e spero di riuscire ad esserle di aiuto. Intanto credo che il problema della dipendenza-indipendenza dai genitori sia un problema estremamente diffuso e presente nelle persone. A 22 anni poi credo che si sia nell’epicentro del problema e questo solo per rassicurarla rispetto al fatto che, per tanto che lei sia preoccupata, la sua è una situazione “normale”. Banalmente, nel nostro paese ed in particolare di questi tempi, è veramente difficile che una ragazza della sua età possa essere realmente “indipendente” dalla sua famiglia non fosse altro che per meri motivi economici (ma che hanno un riflesso non da poco sulla nostra autostima).

Ma, ovviamente, il nocciolo del problema non è nei soldi o nella logistica ma è una questione più profonda di “sentirsi” liberi dalle relazioni con i propri genitori. E questo è un percorso decisamente più complesso che talvolta è ostacolato proprio dai genitori stessi che sembra tentino in ogni modo di farci rimanere sempre più “piccoli” di quanto noi non siamo negandoci il riconoscimento del nostro status di “adulti”. In effetti non saranno loro ad “autorizzarci ad essere grandi”, ma dovremo essere noi a dimostrare che siamo grandi anche senza il loro (completo) appoggio. Ma, se mi permette sono discorsi troppo complicati per essere spiegati bene in poche righe dove il rischio di essere fraintesi è molto alto.
In altre parole lei è ancora molto giovane ed ha ancora un po’ di tempo per preparare il suo distacco da sua madre che forse dovrà essere un po’ traumatico ma non troppo.
In fondo quando di “taglia il cordone ombelicale” finisce una dipendenza e ne inizia un'altra nel momento in cui il bimbo passa dal grembo alle braccia della madre.
E così via di passaggio in passaggio.
Buona giornata,
MV

di Marco Ventura

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