Magazine Giovedì 12 aprile 2001

Musica da leggere

Scrivilamusica è un concorso nato nel su iniziativa del Centro della creatività del Comune di Genova. La prima edizione era a carattere locale, e aveva coinvolto oltre 100 amanti della musica e della scrittura di un’età compresa tra i 13 e i 29 anni.

La seconda edizione, che ha visto la partecipazione nell’organizzazione del Club Tenco di Sanremo e della redazione del settimanale Musica! di Repubblica, ha visto la partecipazione di oltre 800 aspiranti scrittori, che hanno mandato i loro elaborati da tutta Italia.

Se nel 1999 era stato possibile pubblicare tutti i testi pervenuti, nel 2000 c’è stato bisogno di allestire ben tre commissioni selezionatrici. Una di queste, quella “genovese”, era composta da Laura Guglielmi, critica letteraria, Antonio Vivaldi e Guido Festinese, critici musicali. Il lavoro è stato improbo, fatalmente improntato sul gusto personale, come hanno ammesso Vivaldi e la Guglielmi durante una serata dedicata alla presentazione dell’iniziativa alla Cittadella.

Si è trattato di un incontro piuttosto informale, durante il quale gli autori, invitati a leggere i propri testi, si sono rifiutati, frenati dalla timidezza. Questo ha messo un po’ in difficoltà i moderatori (oltre ai già citati Vivaldi e Guglielmi, erano presenti John Vignola, critico musical-letterario de , e lo scrittore , autore per Baldini e Castoldi del successo autobiografico . Leggi ). Laura Guglielmi, per trarsi d’impaccio, ha letto una frase notevole da ognuno dei 24 racconti. Un collage estemporaneo e tutto sommato indovinato, perché evidenzia il criterio di libertà e spontaneità di scrittura che ha connotato il concorso.

È stato questo il giusto omaggio ai partecipanti e ai loro testi. Per il resto le loro ambizioni di futuri scrittori sono state inibite. Bianchi e Vignola, infatti, hanno puntualizzato quanto sia difficile al giorno d’oggi pubblicare, per una tendenza alla sovrapproduzione letteraria. Troppa gente scrive e troppo poca legge: è questo, in definitiva, il sunto del discorso. Che sia una piccola vendetta da parte dei critici, lasciati soli sul palco dal pudore degli scrittori? Poi, sul finire della serata, ai presenti è stato proposto di scrivere pensieri in libertà sulle note di tre brani musicali scelti a caso. Ne è venuto fuori un florilegio a tratti molto divertente. Soprattutto è stato interessante osservare i lettori alle prese con le scritture frettolose e le zampe gallina degli scrittori da bar. Di sicuro si è confermata la tendenza del mercato editoriale in Italia: trenta persone che scrivono e solo tre che leggono.


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di Donald Datti

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