Magazine Giovedì 16 ottobre 2008

Qual è il lato B della Gallinella Rossa?

Magazine - Cappuccetto rosso con un retrogusto maschilista. Il gatto con gli stivali, una rivisitazione fiabesca del più celebre proverbio secondo il quale "chi fa da se fa per tre". I tre porcellini all’insegna della solidarietà e la lungimiranza. E La gallinella rossa con il suo "lato B" della storia pronto a sottolineare che chi non lavora non mangia.
Chi l’avrebbe mai detto? Viene da sorridere al solo pensiero, eppure il taglialegna fu aggiunto nella fiaba che titolava La finta nonna, dove Cappuccetto Rosso sconfiggeva il lupo grazie alla sua astuzia. Troppo forti nonna e nipote per salvarsi senza l’aiuto di un uomo! E giù a inventarsi ogni volta un finale diverso. Ma mai avevo letto del cacciatore forte e coraggioso che si gettò sul lupo e alla fine riuscì a legarlo a un albero. È il lieto fine con cui chiude l’ultima pagina del delizioso volume appena pubblicato da FCP una sigla dietro la quale si nasconde un’altra fiaba, familiare, creativa, collezionistica, culturale e chi più ne ha più ne metta.

Dicevo: alt alle polemiche animalistiche. Largo al colpo di genio. L’ha avuto l’editore Franco Cosimo Panini nella scelta di queste quattro fiabe (15 Eu l’una) da toccare che inaugurano una nuova collana per fanciulli. Ce ne parla Giulia Calandra della redazione divisione ragazzi FCP: «un’ottima soluzione, divertente. Ideale per noi che seguiamo soprattutto la fascia 0-7 anni. Ci mancavano le fiabe: una grossa lacuna cui non volevamo porre rimedio facendo una collana semplicemente da leggere. L’idea di un libro attivo, di un libro gioco è stata subito sposata ammirando questi libri francesi dell’Editions Milan. Da cui continueremo ad acquistarne di nuovi. Un paio di titoli l’anno: da presentare a Bologna oppure in settembre. In catalogo sono rimasti “fuori” Riccioli d’oro e Le sette caprette e il lupo. Ma intanto per questi primi volumi c’è stata una grossa cura nella traduzione del testo».

Che storia nasconde La gallinella rossa? «È una delle storie per bambini più diffuse in Francia. Tanto quanto per noi lo è Cappuccetto rosso». Nel volume la gallina incontra in ogni apertura un animale diverso: alla fine saranno tre animaletti per un girotondo finale ricco di mille colori e i più disparati materiali a rendere dal grano alla farina, dal pane a… a ognuno una richiesta d’aiuto. Al maiale per seminare i chicchi di grano: ma il maiale, in tenuta da mare, declina l’invito perché deve andare a fare il bagno nel fango. All’anatra per raccogliere quanto ha sparpagliato da sola, ma il pennuto declina perché deve fare il bagno nello stagno. Alla micia per portare il sacco al mulino, ma la gatta declina perché sta prendendo il sole e deve andare a casa a rinfrescarsi. Alla fine la gallina fa tutto sa sola. Nel testo, ripetitivo quando una cantilena, musicale e con i ritorni in partita di alcuni elementi decorati, anche la frase che dice sottolinea il valore dell’amicizia e la richiesta di aiuto non accolta. «… amico mio potresti aiutarmi?»

Detto, fatto: acqua, farina e lievito le bastano per preparare il pane. Senza l’aiuto di nessun animale. La conclusione, di fronte a un fumante e fragrante cucinato. Che diffonde nell’aria un profumo tanto gustoso quanto lo è il pane, capace di radunar tutti, sicuri di essere capiti dalla gallinella che, colpo di scena, rifiuta la collaborazione nel mangiarsi il pane perché ha fatto tutto da sola. E quindi mangerà pure da sola.
Finalmente un finale poco buonista ma sincero e concreto. Per una resa davvero stuzzicante cui manca solo l’aroma per trasformare il libro in una scultura. Da apprezzare tra linguette, finestrelle, pop-up e materiali applicati a impreziosire i deliziosi quanto solari disegni. Proprio dei libri di cui si sente la necessità solo ora che li abbiamo tra le mani.
Anche se consigliati dai 2 anni, i genitori non vedranno l’ora di leggerli insieme ai loro gioielli per non far crescere il fanciullo che è in noi. Per alimentare la sindrome di Peter Pan.
Per sorridere semplicemente insieme, d’altronde non c’è gioco più bello del sorriso di un bambino!

di Roberta Maresci

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