Magazine Martedì 14 ottobre 2008

«Che male c'è a spiare nei cellulari?»

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Basta dire "non si toccano i cellulari altrui, né della moglie, né dei figli, senza autorizzazione". Finiamola!!!
A volte non si ha la fortuna di sapere in tempo con chi si ha a che fare. Quindi che male c'è ad aver bisogno di un pochino di sicurezza e certezza in più? E quante persone hanno avuto la fortuna di scoprire che razza di stronzi si aveva a fianco?
È più condannabile il comportamento di una persona che ti tradisce e prende in giro o di chi ti "spia" il cellulare? Chi è il vero irrispettoso?!

Basta,
arrogante urlatrice (la mail era tutta in caratteri maiuscoli), calpestare i diritti altrui in nome delle proprie esigenze. Basterebbe, scusi se fatico a parlare il suo linguaggio, aspettare un attimo e capire con mezzi leciti chi si ha di fronte prima di metterselo in casa. Basterebbe avere un pochino di pazienza e di attenzione. Chi non rispetta le regole non può aspettarsi che le rispettino gli altri.
(Per i lettori: la mail si riferisce alla Posta del Cuore del 16 settembre 2008).
La saluto,
Antonella



Sono Giuseppe,

ho 20 anni, e le scrivo perché ho bisogno di aiuto e di un suo consiglio. Dopo vari anni che frequento la figlia dei miei vicini di casa, scoppia la scintilla – io ne avevo 18 e lei 15 – che sino ad oggi non si era mai spenta. Quest'estate abbiamo litigato per un motivo banalissimo: mi sono seduto di fianco ad una ragazza amica mia per 10 minuti, eppure per lei questo fatto di sedermi di fianco ad una ragazza davanti ai suoi occhi è stato come un tradimento.
Invece da quando ho conosciuto lei, ho cambiato totalmente la mia vita, per uscire magari da un passato non troppo bello, ma facendo l’errore di accentrare completamente tutto su di lei. Eppure ci scappava sempre la lite che però finiva prima di una settimana, ma adesso – dopo 3 settimane e dopo vari tentativi di riavvicinamento – non si muove più nulla, non so che fare.
Ho tentato di mandarle dei regali (ma mi ha restituito tutto, anche i regali di prima), di parlare, ma non riesco a capire se ancora ci tiene a me. Mi ha chiamato un giorno dicendomi che aveva voglia di sentirmi, per poi l’indomani venire a propormi di rimanere amici. Non ho accettato perché per due anni lei sa benissimo quanto mi sono fatto in 10 per stare con lei: 100 km di distanza da sommare al tempo a disposizione, dato che lavoro tutti i giorni e gli unici 2 giorni della settimana li ho passati con lei scordando tutti e tutto, in particolare i miei genitori. Non so come andrà a finire, però volevo farle una domanda: secondo lei sbaglio ad espormi cosi tanto con le ragazze?
C’è chi mi dice "bastone e carota", ma io non riesco perché se sto con una persona ci sto per quello che sono e per quello che è, non sarei in grado di fare "il bastardo". Eppure sembra che un uomo più stronzo è con le donne meglio è. Il punto è che io, con la donna della mia vita, non sarei mai in grado di nascondere niente. Metto sempre tutto ma proprio tutto alla luce, perché se una relazione non deve andare avanti, non va avanti già dal primo momento, sbaglio? Comunque questa storia è stata la più lunga di tutte.
Perché quando si dà troppo a una persona l’altra deve distruggere sempre tutto? È così che si deve amare nella vita? Nascondendo e vivendo sempre all’ombra dell’altro?
Devo aspettare che ritorni lei per capire se veramente mi ama quanto la amo io?

Caro Giuseppe,
quante domande mi fai! E quante certezze ti aspetti! Cominciamo dal generale che risponde anche al particolare. Giuseppe, non credo assolutamente al bastone e carota se si ha in mente una relazione seria. E mi sembra che tu voglia quello. Una storia che si basa sul potere del bastardo/a è squilibrata. Quello che ognuno dovrebbe cercare nella vita è un compagno/a con cui condividere piaceri e preoccupazioni, alla pari, con un’assoluta fiducia nella fedeltà dell’altro. E mantenendo i propri spazi – sempre alla pari – che vanno dal rispetto delle serate da soli con amici/amiche a quello degli impegni di lavoro dell’altro, per es. Vivere in simbiosi non fa bene a nessuno e la fiducia è uno di quei due o tre pilastri – vedi anche la mail sopra – che reggono una coppia serena.
Se poi la fiducia viene tradita, che puoi farci? Non pensare che ai bastardi non succeda, non credere che loro non soffrano. Ma soffrono per ragioni diverse, cioè per l’orgoglio ferito, visto che a loro interessa solo la conquista. A te interessa l’amore, una storia. Per farla breve: tieni conto che siete tanto giovani e avete la possibilità di crescere insieme. Se a lei non importa più, non c’è niente da fare, difficile che una diciassettenne torni indietro. Se volete continuare o, comunque, per il futuro, dimentica la politica del regalo per placare la ragazza, non siete più bambini e tu non sei né mamma, né papà. Prendi accordi da subito sul rispetto reciproco: un po’ di tempo per ognuno senza sconfinamenti, fiducia reciproca, le grandi decisioni si prendono insieme, per il resto ognuno deve essere abbastanza adulto e elastico da sapersi regolare.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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