Magazine Giovedì 2 ottobre 2008

Festa dei nonni: cosa dicono i bambini?

Magazine - Grandi nonni non invecchiano il due ottobre. Proprio oggi, che è l'occasione buona per rendergli omaggio. Piuttosto è bello sapere che, nel giorno di festa degli angeli custodi di nipoti e bambini, non ci sono più dubbi sulla "dovuta importanza al ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale". La pensano così i venti milioni di italiani che dal 2005 brindano a un rapporto incantato dove i sentimenti trovano una giocosa espressione di purezza, spontaneità, trasporto incondizionato.
La giornata a loro dedicata è il riconoscimento ufficiale del loro valore sociale, ma soprattutto educativo, affettivo, culturale e personale nei confronti dei nipoti, che in poco tempo ha riscosso un unanime consenso.

La Festa dei Nonni è diventata non a caso istituzionale con la legge n. 159 del 31 luglio 2005. Una conquista poter festeggiare tutti insieme i nonni, con un grande abbraccio anche per tutti i nonni che ci hanno lasciato su questa terra, ma che ancora dal cielo continuano ad essere i nostri angeli custodi.
E quale migliore occasione d’oggi se non la lettura dei libretti La migliore del mondo è mia nonna e Il migliore del mondo è mio nonno? Entrambe stampati da San Paolo (7 Eu) sono dei tesori scritti e illustrati dagli stessi bambini per rafforzare, evidenziare, sottolineare il loro essere adorabili: quando si ha la fortuna di averli accanto!
Non vale per tutti. Alcuni di fare il nonno non ne vogliono proprio sapere, ma per fortuna questo discorso è fuori dai titoli in catalogo.

Piuttosto viene da chiedersi: come sono le nonne? Morbide, tenere, dolci e gentili. Preparano le torte più buone, mettono i cerotti su ginocchia sbucciate e danno una mano per risolvere qualsiasi problema: dagli orsacchiotti rotti ai coccodrilli sotto il letto. Invece i nonni? Dei veri “amici” per i loro nipoti, si può sempre contare su di loro perché leggono storie, aggiustano biciclette, si vantano delle loro bravate quando erano ragazzi e fanno i clown con la loro dentiera.
Basta leggere i pensierini dei nipoti per farsi un’idea? La cosa più bella del nonno di Kathryn Head, 8 anni, è che le lascia lucidare la sua testa. Invece Michael lo ringrazia perché accetta il suo aiuto. Rosin crede che sua nonna sia la migliore, perché non l’abbandona mai. Come darle torto?
Ce n’è una poi… che per parlare con la sua nonnina, non deve fare altro che stendersi sul prato a guardare il cielo e lei apparirà, tra le nuvole. La bimba si chiama Emma. Accanto a un ippopotamo che sbadiglia. All'altra nuvola che sembra una scimmia che si gratta il sedere. Che ridere! Lei vede anche la nonna: ma che c’entra? E che c'entra il cielo? È un bel posto dove vivere. La nonna di Emma le ha promesso che sarà lì tutte le volte che Emma andrà a cercarla. Perché si sa: la nonna non ti perde mai di vista! Anche se si è “trasferita” lassù. Qualcuno dice che è “volata in cielo”, ma a quanto pare non ha perso le sue sane abitudini: fa colazione con caffellatte e brioche, suona il pianoforte per gli angeli, lavora a maglia e scorazza nel cielo in sella alla sua bicicletta gialla.


Anna Lavatelli ha scritto questo libro che titola La nonna in cielo (12,50 Eu) in maniera leggera, volendo affrontare la morte di una persona cara, che i bambini tendono a scambiare per la non disponibilità proprio da parte di chi, semplicemente, è andato altrove: in cielo, ad esempio!
E allora ecco che con questo volume la Lapis scende in campo, per volare leggeri grazie anche alle illustrazioni dell’artista catalano David Pintor, dove le campiture celesti sembrano sfogare le loro grida a richiamare chi amiamo. Che dire poi della primavera dai colori brillanti, che l’artista sceglie di collocare sempre a fondo pagina indicando con una riga l’orizzonte, il confine tra cielo e prato, in modo da sembrare che la nonna e Emma si tocchino davvero?

Da leggere avendo nel cuore solo coloro che ci amano davvero, al di là dei titoli che ci tengono uniti, a prescindere dai colori della pelle, delle distanze geografiche e del sangue che ci scorre nelle vene. Perché l’amore non ha etichette. E si può riconoscere il proprio nonno o la propria nonna anche nella persona che ci ha scelto, che vuole amarci senza star lì a riflettere se la parentela è acquisita o meno. Non badando a etichette del dna o a chissà cosa, ma facendo battere il proprio cuore all’unisono, e vedendo brillare gli occhi colmi d’amore. Perché ci sono legami che nulla può spezzare!

di Roberta Maresci

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