Magazine Martedì 30 settembre 2008

Taccuino di una sbronza

© ibs.it

Magazine - Taccuino di una sbronza (Kowalski, pp. 187, 11 Eu) è l’ultimo omaggio a Charles Bukowski che, nonostante sia passato a miglior vita da ormai 16 anni, si conferma fonte di ispirazione e adorazione per molti, scrittori e non. E proprio dalla morte del Vecchio prende vita questa storia: è il 1994 quando i media annunciano al mondo la scomparsa di Buk e il giovane Carlo Boschi atterra con violenza dallo sgabello di un pub dublinese per rialzarsi con la convinzione di essere Charles Bukowski. Una surreale reincarnazione a seguito di amnesia etilica che sarà, apparentemente, irreversibile. La sua storia ce la racconta il migliore amico, Romeo Berzelli, alter ego di Paolo Roversi, testimone della nuova identità di Boschi-Bukowski.

Alla storia fantastica fatta di sbronze colossali, risse e declamazioni deliranti in puro stile bukowskiano, Roversi intreccia la storia vera, un excursus sugli ultimi quindici anni del nostro Paese: dalla "scesa in campo" nel ‘94 dell’imprenditore Sergio Berloni, alla morte del Papa polacco, al G8 di Genova, all’Italia campione del mondo.
L’episodio senza dubbio più affascinante è quello in cui il vero Buk entra scena, attraverso il ricordo del viaggio dei due amici che, poco più che ventenni, si imbarcano alla volta di San Pedro, California, solo per trovare il loro beniamino e berci una birra insieme. Cosa che, inaspettatamente, accade, con tanto di bonus: la presenza di Madonna e dell’allora marito Sean Penn sul divano del salotto di Buk.

Al volgere dell’epilogo la sovrapposizione Boschi-Bukowski regge ancora e si fa sempre più precisa quella tra Berzelli e Roversi, che entra dentro il suo racconto. Dal blocco di appunti su cui Berzelli ha annotato negli anni le imprese del nuovo Buk, è uscito fuori il Taccuino di una sbronza che avete per le mani.
La cornice metaletteraria non cede all'autocompiacimento, anzi, mantiene la vena ironica e nichilista che definisce tutto il racconto. «La crociata di Carlo, contro la cannibalizzazione bukowskiana (quando, dopo la morte del Vecchio, iniziano a comparire come funghi biografie, ristampe e uscite di inediti dalla dubbia provenienza, n.d.r) di cui anch’io coi miei libri ormai facevo parte, continuava da diversi mesi». E chissà quanto continuerà ancora.

di Marianna Norese

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