Magazine Martedì 30 settembre 2008

«Bacia me ma guarda gli altri»

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Ti prego di non rispondere velocemente «gli occhi sono fatti per guardare». Il fatto è che di ragazzi decenti (nemmeno bellissimi) non gliene sfugge uno... anche da lontano.
Non fa uno sguardo e via, guarda poi guarda altrove, poi riguarda e questo spesso molte volte di seguito.
Se il bencapitato di turno ricambia lo sguardo e si incrociano gli sguardi, lei non guarda altrove (come dovrebbe fare uno che guarda perché gli occhi sono fatti per guardare), ma anzi trattiene lo sguardo (magari sempre con l'intermittenza detta prima), e questo anche se siamo mano nella mano, una volta anche mentre ci baciavamo (ho aperto gli occhi e l'ho trovata a guardare uno).

Sono 4 anni e mezzo, lei mi ama molto ha fatto sacrifici per me, è gelosissima. Dopo varie discussioni per l'argomento dice che non sa perché lo fa. 99 su 100 finisce allo sguardo: come farebbe con uno sconosciuto visto per strada?
Inoltre, quando guarda uno carino lo sguardo cambia, proprio come si guarda uno che si desidera o che ci attrae.
Per i primi tempi (quasi due anni) ho fatto finta di niente o affrontato gentilmente l'argomento, ricevendo negazioni tipo «casco dalle nuvole».
Ma, dopo cose più eclatanti e le mie rimostranze, ha finalmente ammesso che lei guarda non per curiosità o senza accorgersene (cose da lei inizialmente addotte come scuse).
Sono un ragazzo attraente, 1,90 bel viso/occhi, atletico (lo dico solo per chiarire che non sono un cesso che sta con una bella e poi si lamenta se lei guarda bei tipi).
L'ho lasciata 3 volte dopo eventi simili ma più eclatanti... non rispondevo al telefono, se la trovavo sotto casa entravo e la chiudevo fuori (questo a volte fino a 2 mesi), ma lei è stata sempre lì a piangere che senza di me non vive, vuole solo me ecc...
Per questo stiamo ancora insieme.

Beh, per questo e per il fatto che la amo come non ho mai amato, senza di lei per me il sole non sorge nemmeno. Ma soffro, ed ho paura per il nostro futuro, lei ora si impegna per non guardare (parole sue), ma questo è il punto, perché è un'esigenza da combattere? E per quanto potrà durare una cosa fatta con sforzo? E poi, se cerca altro, non è giusto nemmeno per lei vivere così (tutte cose che le ho detto, insieme alla preghiera di guardarsi dentro e capire -e dirmi- se forse in realtà in me manca qualcosa che lei continua a cercare). Ma lei dice di no, dice che vuole me solo me e non sa perché fa così, ammette che guarda, ammise anche che mentre ci baciavamo guardò quello perché vide che la guardava.

Ti chiedo: è come penso io, che ad un certo punto devi avere occhi solo per il tuo (fatta eccezione per un vero e semplice "guardare per guardare una cosa bella ma priva di significato")?
2 mesi fa era fuori per un corso di aggiornamento, c'era un bel tipo (e alla mia domanda il primo giorno mi rispose che erano tutti cessi), una volta mi dice che in pausa pranzo con le amiche c'era anche questo al tavolo, mi disse che aveva mal di pancia e aveva solo pochi minuti per mangiare e chiudiamo; seppi contemporaneamente da un amico –che lei non conosce e era lì– che appena chiuso parlava e rideva con questo. La richiamo dopo poco (l'amico mi avvisa che si sono alzati dal tavolo continuando a chiacchierare con questo) e risponde ancora con voce sofferente, le chiedo se ha continuato a parlare con questo e lei dice di no che lui si è avviato con altre amiche... Quando le dissi che sapevo tutto dall’inizio, mi rispose che non ricordava, che ero io a volerci vedere qualcosa di sbagliato e poi, dopo discussioni ha ammesso che invece quello le piaceva e che aveva sbagliato.
Ma io posso vivere la mia vita a fare il James Bond? E quando non ci riuscirò e non arriverò appena in tempo? Potresti pensare «e chi aspetti a lasciarla?». Beh oltre ad amarla, ci ho effettivamente provato, come ho detto sopra ma lei e sempre rimasta fuori dalla mia porta ad aspettare...
Ti prego di impegnarti in questa risposta, ci tengo.
Grazie

Caro il mio anonimo assertivo a dire poco,
certo che mi impegno, per te esattamente come per chiunque. E si vede che davvero mi leggi poco se pensi che possa darti una risposta tanto allineata alla società dell’immagine che deploro. Benché senza moralismi. Per me gli occhi sono fatti innanzitutto per attraversare la strada senza farsi mettere sotto, poi per leggere, scrivere, andare al cinema (con tutto il ben di Dio che offre il mercato, se proprio proprio non si può fare a meno di guardare) e volendo per guardare un bel corpo/viso –in quest’ordine di solito– se capita. Come vedi metti troppe mani avanti e dimostri una discreta sfiducia. Pazienza. Visto che tra l’altro –e, fidati, non è una ripicca, io sono adulta– non ti risponderò quasi niente di gratificante.

Quello che sono riuscita a capire dalla tua mail molto circostanziata e tuttavia confusa è che tu sei bello, con ogni probabilità lei è molto bella, siete gelosi l’uno dell’altra più o meno a pari merito e altrettanto insicuri. Oltre che privi di fiducia. Gelosia è sinonimo di insicurezza, sempre, come anche di sfiducia: che pensate di costruire?
L’unico spiraglio che intravedo è quel po’ di dialogo a cui hai accennato. Sempre che sia dialogo e non un’antologia di accuse reciproche. Provateci da soli o fatevi aiutare, cercate di scoprire le radici delle vostre insicurezze nel privato e della vostra ostentazione di sicurezza in pubblico. È l’unica strada per salvare un amore che non sembra avere basi tanto solide, ma essere fondato piuttosto sull’orgoglio e l’ostinazione.
Auguri a tutti e due,
Antonella

di Antonella Viale

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