Magazine Venerdì 26 settembre 2008

Il folle Alì Babà di Brizzi e Bonvi

Magazine - E Sesamo si aprì alla fantasia di Bonvi: per un Alì Babà paffutello simile a una Sturmtruppen, una Morgana "femme fatale", un esercito di quaranta ladroni formato da Frankestein, La mummia, Dracula e un templare con la maglietta I love NY
Colpo di un genio firmato Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini (in arte Bonvi) che si divertì a mettere nelle mani di una famiglia di topini il commento dell’azione: la resa? A gesti sorcini e dal corpo rattesco. Il risultato fu una prima pubblicazione semi-sconosciuta, con un testo redazionale, di una vicenda quantomeno fuori dagli schemi. In sostanza: un inedito.

L’unico volume non a fumetti del grande artista emiliano portato via a forza dalla terra da un maledetto incidente stradale nel 1995, che tre anni fa ha trovato una collaborazione post mortem di Bonvi con Enrico Brizzi.
L’autore di nuova generazione, che aveva tre anni quando nacquero le Sturmtruppen e che pubblicava il suo Jack Frusciante è uscito dal gruppo lo stesso anno della prima edizione di questo Alì Babà, ha accettato con entusiasmo di scrivere la sua versione dei fatti narrati ne Le mille e una notte. Ora ripubblicata da Magazzini Salani. Però che storia! Nella rilettura c’è subito una promozione su campo dei topini, diventati a protagonisti non secondari del classico. Perché il punto è uno: di classico qui c’è ben poco. O meglio: già la storia prevede un esercito di briganti sgominato da una donna. «Dove viene premiato il furto "moderato", dove il ricco avido viene tagliato in pezzi e ricucito da un calzolaio, dove una caverna si apre al suono di una parola magica, dove muoiono letteralmente trucidati quarantuno uomini…», come viene anticipato nella prefazione del duo Antonio Bagnoli-Arturo Bertusi.

Viene da chiedersi: perché? Come iniziava invece la storia? Tale e quale. Con un taglialegna povero ma operoso per i tanti impegni della famiglia a cui badare composta da moglie, figlio e da una giovane ragazza adottata col ruolo di serva. Fatto sta che il boscaiolo un giorno si imbatte casualmente in una banda di 40 predoni e scopre il covo dove hanno nascosto tutto il frutto dei loro saccheggi. È una caverna dal portone scavato nella roccia che si apre solo pronunciando le parole magiche Apriti, sesamo (pag. 112, 15 Eu).
Il giovane spaccalegna approfitta della scoperta per privare i ladri di una piccola parte dell'enorme bottino: perfetto da utilizzare per le proprie spese. Ma data la cupidigia del fratello di Alì Babà, i banditi scoprono il furto, riescono a risalire a chi lo ha commesso con l’obiettivo di farlo fuori. Sarà la servetta a mandare in fumo i tentativi di omicidio. E la ruota della fortuna girerà al contrario, facendo fare ai furfanti una brutta fine. Consegnando nelle mani di Alì Babà - e suoi eredi - il frutto dei saccheggi dei briganti.

Questa la storia. Che nel libro fa gola perfino ai Quaranta ladroni: le illustrazioni di Bonvi? A dir poco folli. Avreste mai immaginato Alì Babà affiancato come un’ombra da un cammello sapiente e bipede? Tutto intento a scovare i ladroni con le sembianze di Frankenstein, vampiri o uomini delle caverne, misti a dei buffi personaggi che riportano alla mente l’eroe del fumetto Blob, pubblicato da Bonvi sulla rivista Comix? E giù a gustare gag, humor noir e ansie alla Bonvi, capaci come lui solo di raccontare a livelli e a generazioni diverse.
Non c’è che dire: Enrico Brizzi mantiene il sound, la lunghezza d'onda delle tavole di Bonvi. Ne segue un arrangiamento che calza a pennello sulla scrittura. Racconta lo scrittore: «Tutte le favole hanno dei fondamenti tragici: bambini abbandonati nel bosco, matrigne che non vogliono saperne di nutrirli. Allo stesso modo tutte le storie mitologiche: un fratello ammazza l'altro fratello e fonda la città. Da un lato il rischio è quello di negare i fondamenti drammatici della favola, dall'altro quello di non riuscire a svincolarsi dall'aspetto sanguinario, volerci stare troppo vicini senza garbo e trasformare quella che dovrebbe essere una storia per bambini in qualcosa di troppo ruvido e scandaloso per i bambini. Dove la storia rischiava di essere troppo drammatica Bonvi è riuscito sempre a giocarla sul registro del grottesco, dove invece rischiava di diventare troppo dolce, di avere delle cadute, o in alcune situazioni che semplicemente erano più lente o di passaggio, ha inserito particolari e rimandi divertenti e inattesi: come il fatto che il cammello fumi, o che a casa di Alì Babà si leggano quotidiani americani. Bonvi ha preso questo racconto arcinoto, – che a me da piccolo metteva i brividi sentire sul 45 giri delle favole parlate dentro al mangiadischi Penny arancione – e non l'ha edulcorato, ci sono morti ammazzati bruciati con l'olio, ci sono persone fatte a pezzi perché per curiosità sono andate dove non dovevano andare, nella caverna dei ladroni. Bonvi non ha omesso questi fatti, li ha risolti in maniera grottesca ma senza censure, allora ho pensato che anche la scrittura sarebbe dovuta essere così: capace di scherzare, buttare nel grottesco anche le cose drammatiche».

Chi si aspetta di ritrovar pure orchi e streghe troverà morti violente in stile terzo millennio. Per una fiaba che affronta il lato oscuro delle cose senza il bisogno di trovar davvero quaranta malviventi riuniti nella grotta del tesoro. Ma con la coscienza di leggere il principio della sopraffazione dei tanti contro i pochi. Perché c’è l’adulazione nel figlio di Alì Babà, un po’ gruppo di famiglia riassunto con cinque colpi di matita su sei centimetri quadrati dalla fantasia di Bonvi che sceglie l’Iraq come scenario alla favola.
Brizzi ha seguito alla perfezione la linea mossa o lineare che legava le tavole secondo il pensiero dell’artista. Ha capito esattamente quale è stato il percorso per arrivare ad un Alì Babà che esce di casa, con l'American Express in mano per far quattro passi scortato dai topini con tanto di carrello per la spesa.

di Roberta Maresci

Potrebbe interessarti anche: , Peccato mortale di Carlo Lucarelli: un altro intrigo da risolvere per il commissario De Luca , Le Quattro donne di Istanbul: un romanzo suggestivo e commovente di Aişe Kulin , MiniVip&SuperVip. Il Mistero del Viavai di Bozzetto: il cinema si fa fumetto , Il segreto del faraone nero, una nuova stoccata letteraria di Marco Buticchi , Auguri Andrea Camilleri! Lo scrittore compie 93 anni, la recensione del Metodo Catalanotti

Oggi al cinema

Pupazzi senza gloria Di Brian Henson Azione, Commedia, Crimine U.S.A., 2018 Guarda la scheda del film