Magazine Martedì 23 settembre 2008

«Io, gay, cerco l'amore a Londra»

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Sono un ragazzo gay trasferito a Londra per cercare di trovare un lavoro e forse sistemarmi... Mi sono accorto che è molto più semplice trovare un ragazzo che in Italia, infatti così è stato...
Ci sentivamo due settimane via mail e via telefono, chiamate ed sms... Lui si chiama Mickael... È francese... Fa lo chef e un giorno decidiamo di darci appuntamento... Tutto bene all'inizio, mi ha fatto sentire come nessuno prima mi aveva fatto sentire, mi ha preso la mano e poi abbiamo camminato in mezzo alla gente che non ci ha, finalmente, degnati di uno sguardo... Ogni tanto mi ha dato qualche bacetto, e ciò significa che gli piaccio, credo...
Ma quando siamo entrati in un locale, non ho più rivisto la sua mano, né i suoi bacetti... Così ho pensato che avesse creduto che quei suoi baci non li volevo e ho provato io a dargliene qualcuno... Ma niente, era infreddito ogni volta che mi avvicinavo... Che succede? Prima mi tieni la mano, poi mi dai qualche bacetto e poi finisce lì? Tuttavia nel locale trafficava con sms e chiamate, ad un certo punto lo vedo scrivere ad un suo amico: «ehi, ti va di vedermi?»... così l'amico ha chiamato e lui ha risposto in bagno... È tornato dal bagno con un sorriso dicendomi che "purtroppo" doveva andare a casa del suo amico...
Tornando lungo Trafalgar Square mi sono messo a piangere, molto... Così gli ho scritto: «Se non ti va di restare con me, lo devi dire, l'ultima cosa di cui ho bisogno è un ragazzo che mi faccia diventare pazzo!» E lui mi ha risposto: «scusa ma ora sono a casa col mio amico e mi piace molto, è polacco, spero che tu trovi un fidanzato, ciao, Mickael».
Non so che fare, gli ho mandato una mail e degli sms perché VOGLIO delle spiegazioni... Ma forse, non le saprò mai...
Io so dove lui lavora e a che ore... Ma che ci devo fare con questo indirizzo? Devo andare da lui? La verità è che mi manca molto...
Aiutatemi!

Devi buttarlo, quell’indirizzo, caro anonimo,
succede a tutti, ahimè, gay o eterosessuali, di incontrare persone piene di fascino, sicure si sé, ma con l’etica e la superficialità di un gattino che vede una farfalla, la segue finché non è distratto dal movimento di un filo d’erba, con cui giocherella finché la sua attenzione non è attratta dal volo di un passero e così via.
Lascia perdere, non pensarci, non contribuire a gonfiare un ego sull’orlo dell’esplosione chiedendo spiegazioni. Non ce ne sono. È un cretino. Ce ne sono ovunque e in tutti i generi. Avrà raggiunto qualche risultato professionale, immagino, che lo avrà inorgoglito al punto da sopravvalutarsi e inaridirsi. Peggio per lui. Non si vive bene a lungo in questo modo. Per onestà intellettuale aggiungo l’ipotesi improbabile che stia attraversando il momento sempre difficile della scoperta e metabolizzazione della sua identità di genere. Che spesso porta a comportamenti un tantino incontrollati. Ma è solo un buon motivo per invitarti a tenere le distanze. Ha bisogno di crescere, mentre tu hai bisogno di stabilità e di un lavoro sicuro.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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