Magazine Venerdì 12 settembre 2008

La disuguaglianza inizia da bambini

Margherita Hack alla ricerca dell'uguaglianza tra umanoidi. Ovvero: piccole donne crescono e diventano uguali ai bambini. E quindi: come spiegare le pari opportunità ai fanciulli attraverso le filastrocche. Titola Quante tante donne l'ultimo libro di Anna Sarfatti scritto al femminile ma rivolto anche ai ragazzi che un giorno saranno uomini (Mondadori, p.50, 8 Eu).
Perché le bambine giocano con le bambole e i bambini con le costruzioni. Le bambine fanno danza, i bambini giocano a calcio. Chi l’ha deciso? La parità tra maschi e femmine è un principio sancito dalla Costituzione, eppure è un obiettivo lontano. Le disuguaglianze cominciano a diffondersi da piccoli; il peggio è che crescono insieme a noi. Così le donne accudiscono i bambini e gli uomini vanno a lavorare. Le donne fanno le segretarie e gli uomini i presidenti. Volete un modo per far lotta con i vostri sogni e vincere la possibilità che da grandi potrete fare la mamma e la casalinga, ma anche la sindaca e l’inventrice o la fotografa di ragnatele e l’accompagnatrice di sirene?

Perché - malgrado l’articolo 3 della Costituzione reciti che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” – è storia recente che le donne siano state ammesse in magistratura. È da poco che alle donne è stata aperta la carriera militare. Il cognome della famiglia trasmesso ai figli però è ancora quello del marito e, nell’uso corrente, si parla ancora oggi del “capofamiglia”. Nel parlamento le donne superano di poco il 10%, ma nessuna ha posizioni di guida nei partiti. Il fatto che una donna sia alla guida della Confindustria fa notizia. Come pure fa notizia che il rettore di Udine sia donna. Nelle università le donne ricercatrici superano ormai la metà delle quote anche se le associate scendono al 30% e le ordinarie a un misero 12%.
"Questa effettiva mancanza di una completa parità ha le sue radici nella famiglia. Sono rare quelle in cui c’è perfetta parità di compiti fra marito e moglie e in cui si dà eguale educazione ai bambini e alle bambine, incanalandoli già dalla più tenera età verso ruoli diversi: da uomo e da donna", scrive l’astrofisica Margherita Hack nella prefazione. Continuando: "… sono spesso le stesse donne a ghettizzarsi e colpevolizzarsi, quando ritengono che il loro principale dovere sia quello di curare la casa, la famiglia, crescere ed educare i figli, anche a scapito delle loro ambizioni di lavoro e di carriera".
"I giovani che si apprestano a metter su famiglia devono essere i principali artefici di un cambiamento col loro esempio di completa eguaglianza e cooperazione in casa e fuori e soprattutto lasciando i propri figli liberi di scegliere giochi e giocattoli secondo le loro aspirazioni, di praticare gli sport che più li attirano, senza condizionarli a un clichè prestabilito in base al sesso". Un pensiero scritto da chi è nata e cresciuta in una famiglia con eguali responsabilità. Da chi ne ha tratto forza. Da chi ha vissuto libera da tanti pregiudizi e complessi di compagni e compagne.

Dedicato alle bambine che studieranno per diventare “grandi donne”, con l’avviso di non accontentarsi di diventare donne grandi, questo libro raccoglie 18 filastrocche illustrate da Serena Riglietti. Diciotto quadri: la fotografa di ragnatele, la pasticcera, la comparsa, la schiacciatrice, la cerca-cose, la Gioconda, l’accompagnatrice di sirene, la pizzaiola, la portiera, la badante, la spolveratrice di Tirannosaurus rex, la collezionista, l’ala sinistra, l’inventrice, la sindaca, la custode del cimitero, l’assistente di migratori, l’inventrice di alfabeti. Per dribblare nel mondo del lavoro se si ha un corpo da donna e una mente di im-pari opportunità.
Un sassolino a coloro da gettare nell’acqua del sapere. Consigliato nella biblioteca senza età.
di Roberta Maresci

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