Magazine Lunedì 9 aprile 2001

Quando il bene fa male

Quando “il bene non ci riesce bene”. Ovvero, quando per fare il bene di una persona amata, in realtà si finisce col danneggiarla. In Gianna Schelotto, sessuologa e psicoterapeuta genovese (anche se solo d’adozione), affronta il problema di quei “piccoli crimini in nome dell’affetto” che possono avvelenare la vita di una persona.

“Se si cerca di proteggere qualcuno che ci è caro in maniera ossessiva, si rischia di non lasciargli vivere le sue esperienze liberamente, di crescere e fare le sue scelte. È come un veleno che viene somministrato poco alla volta: in piccole dosi non è dannoso, ma a lungo andare può essere letale”.

Il libro si compone di tre capitoli, che sono tre storie vere (“Perché Gianna Schelotto ci racconta solo storie vere, anche se avrebbe forse la tentazione, e sicuramente le capacità, di scrivere narrativa”, spiega Silvia Neonato, giornalista del Secolo XIX presentando il libro alla libreria Il Libraccio, nella foto) di persone che invadono la vita dei loro congiunti. Le motivazioni possono essere molteplici, e sempre nascoste. Si va dal narcisismo (quello dei genitori che vedono nei figli uno specchio di se stessi, e quindi vogliono guidarne le scelte alle proprie inclinazioni) al mimetismo (si cerca di nascondere il male che c’è in noi preoccupandoci di quello che potrebbe nuocere agli altri). Ma la motivazione con cui si giustificano queste ingerenze nella vita degli altri è sempre: “per il tuo bene”. È un libro che Simona Argentieri, nota collega dell’autrice, ha dichiarato essere scritto per gli psicoterapeuti.

“E in un certo senso è vero, perché viviamo in una società che tende a deresponsabilizzarsi. Si cerca di non prendersi grandi responsabilità, di demandarle agli altri. La figura del psicoterapeuta diventa quindi un riferimento al quale rivolgersi per togliersi il problema: come si prende un sonnifero per dormire. Ma gli psicoterapeuti non hanno le risposte: possono muovere dubbi, dare suggerimenti, aiutare a cercare la risposta in noi stessi. Se non capiscono questo, rischiano di agire anche loro per il nostro bene, e questo sarebbe davvero dannoso” conclude Gianna Schelotto.
di Donald Datti

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