Magazine Martedì 2 settembre 2008

«Mamma, perché sei tornata da papà?»

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Magazine - Cara Antonella,
questa è la storia della mia famiglia, non scriverò sigle di nomi e non mi addentrerò in particolari, chiedo solo un consiglio per capire meglio.
Ho 32 anni e due genitori molto giovani, papà 51 e mamma 50: bello potrebbe pensare qualcuno, e invece no, per niente. Non sono mai andati d'accordo, il loro matrimonio non è stato una bella favola. Finalmente dopo tante angosce e lettere di avvocati ecc. 5 anni fa il grande passo, la separazione e poi il divorzio, finalmente pace per tutti. Ma le disgrazie non hanno mai fine...
Io e papà compriamo casa, e qui viene il bello. Dopo 4 anni di silenzio mia mamma si fa viva e cerca di riprendere i rapporti prima con me, e poi con papà. I due decidono di tornare a rifrequentarsi e per me è la rovina.
Lui non è più la stessa persona, sembra perso, non ragiona più. Lei entra esce da casa, quella che è anche mia, sposta oggetti a suo piacimento porta cose e non le si può dire niente altrimenti baruffe a non finire.

Ora, che loro abbiano deciso di ritentare a me non interessa, chiedo solo di avere rispetto per le mie cose, in fondo ci vivo io in quella casa e vorrei finire di arredarla come piace a me e non come desidera lei. Entro in casa e non vedo me e i miei gusti ma vedo un copia di casa sua e questo mi manda in bestia.
Ma la cosa che mi dispiace di più è aver perso il rapporto con papà e il fatto che lui non si renda conto che lei è tornata solo per comodo.
Ultima cosa: vuole convincere mio papà a togliermi dal 50 % della casa. Mi offende sempre, mi insulta con parole che non sono di una madre. Voglio tutelarmi e salvaguardare i miei interessi.
Grazie per lo sfogo.


Prego, cara,
perché non posso esserle d’aiuto, quindi resterà uno sfogo. A meno che si chieda, finalmente, che cosa ci fa a casa di suo padre a 32 anni. Uno di voi ha bisogno di assistenza continua? Se no, come ha potuto non pensare che un cinquantenne prima o poi cerca di rifarsi una vita? E se decide di risbagliare, ha ragione lei, non la riguarda. Si tuteli legalmente, si faccia liquidare il suo 50% e emigri. O, se proprio decide di restare, investa il suo denaro in una bella psicoterapia ben fatta. Che non è un insulto, come molti pensano.
Non le sto dando della pazza, le sto soltanto dicendo quello che non dice a sé stessa: la sua situazione è così anomala che deve essere un pochino patologica, quindi chieda aiuto a chi ha i titoli per farlo. Oppure apra gli occhi e emigri in un altro appartamento.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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