Magazine Martedì 26 agosto 2008

Viaggio nel pianeta Veneziani

Magazine - «Il poeta esaurisce il Mondo. Ma se ne propone un altro, che non è se non il suo riflesso».

Basterebbero queste parole di Jean Genet, in apertura di volume, per riassumere il libro che Coniglio editore dedica al poeta Antonio Veneziani.
Scritto da Claudio Marrucci e inserito nella collana Contemporanei all'imbecillità, il libro-intervista è una sorta di biografia narrata dell'artista, un riassunto dell'attività letteraria, civile, politica e culturale del poeta. Pagine che proiettano nei «cortocircuiti e nelle molteplicità della officina Veneziani», come sottolinea Andrea Di Consoli nel saggio d'apertura, e ci permette di conoscere l'ultimo flaneur della gloriosa scuola romana di poesia.

Vengono così scoperte le sfacettature dell'opera e del mondo di Veneziani, uno sguardo a tutto tondo sulla sua vita: il rapporto con Roma, gli affetti famigliari, l'omosessualità, gli incontri con Ginsberg, Burroughs e Orloski, le collaborazioni con Tinto Brass, Alberto Grifi e Andy Wharhol, le droghe, gli amori e, ovviamente, la sua arte.
Senza dimenticare i maestri e i complici che lo hanno accompagnato: scrittori come Moravia, Pasolini, Bellezza, Paris, Amelia e Rosselli. Il tutto riattraversando la produzione letteraria dell'artista: dalle raccolte poetiche Brown Sugar, Torbida Innocenza, Shalom e Vespasiani, ai volumi in prosa Fototessere del delirio urbano, Sudore e Asfalto e Cronista della solitudine, fino ai libri-inchiesta I Mignotti, Pornocuore e La Gaia vecchiaia.

Le contraddizioni di un autore che ha vissuto la trasgressione e il fermento degli anni '70, pagine che lo mettono a confonto con se stesso attraverso temi come il dolore, la solitudine e l'idea di morte. Un ribelle, un cattivo maestro che insegue sempre la libertà, una «sporca frocia ebrea e comunista» - come si definì provocatoriamente lui stesso - sedotto dai corpi e attratto dalle zone d'ombra.

di Francesco Pedemonte

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