Magazine Martedì 26 agosto 2008

«Mamma, non ti sopporto più»

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine - Problemi in famiglia

Cara Antonella,
sono una "preadolescente" e ho molti problemi con i miei genitori, questi sono iniziati all'incirca tre anni fa quando è nata mia sorella. Le altre persone a cui ho chiesto aiuto mi hanno detto che era la gelosia, ma i problemi non sono iniziati da essa e questo lo posso assicurare. Adesso però comincio ad essere gelosa di mia sorella, non perché mi manchi qualcosa ma perché lei non è trattata come vengo trattata io.
Tra me e i miei non c'è via di comunicazione nonostante essa nel nostro problema sarebbe essenziale. Io ho quasi paura a stargli vicino. Qualunque cosa io dica o faccia è sbagliata e se dico o faccio qualcosa di buono non viene nemmeno notato dai miei perché "era parte del mio dovere".
Ultimamente piango ogni volta che ne ho la possibilità anche se so benissimo di non risolvere il problema piangendo. Ho problemi anche a scuola perché non ho tanti amici e sto cominciando a cambiare carattere. Non mi riconosco più e voglio tornare ad essere la persona che ero prima. L'unica cosa che mi dicono i miei genitori senza usare parolacce è che non trovano in me la loro bambina. Questa cosa a me ferisce perché io a loro voglio un bene dell'anima. Vedo le mie compagne che anche se non se la meritano hanno una famiglia normale. Ho molta invidia di questo ma so anche dove sbaglio io. Me lo dice mia madre quando si sveglia bene. Dice che è colpa del fatto che rispondo male. Io però proprio non riesco ad essere carina con le persone che mi chiamano demente o in altri termini che non posso dire. Mi viene spontaneo. Non è una cosa che riesco a controllare.
Vorrei un consiglio perché non mi va di vivere per l'eternità in questo modo. La prego mi risponda.

Cara preadolescente,
se l’hai scritta da sola, questa mail, non devi preoccuparti troppo. Non solo il tuo italiano è più corretto di quello di molti studenti universitari, senza contare che non usi né abbreviazioni né puntini, ma soprattutto dimostri una capacità di guardare in te stessa e di osservare gli altri che non è comune. Con i complimenti non si risolvono i problemi, ma desidero che tu sappia che sei degna della massima fiducia –in te stessa soprattutto– perché hai qualità che ti aiuteranno moltissimo nella vita.
Veniamo al problema: sei sicura di essere tu? La tua gelosia nasce dal bisogno di assecondare i genitori amati/odiati, è come se dicessi: mi vogliono così, sarò così, almeno si occuperanno di me. Quindi non sei un mostro. Né lo sono i tuoi genitori, che secondo me stanno scaricando su questo conflitto artificioso problemi loro che io non so e probabilmente neanche tu. E visto che al momento sembri più grande tu, ti toccherà avere pazienza –sì, considerali pure fratelli minori per qualche tempo– e prenderti l’amore che ti spetta evitando situazioni di conflitto e cercando amici –possibilmente graditi alla famiglia– a scuola o fuori. Anche se ho paura che tu sia troppo intelligente e introspettiva per loro e questo spiegherebbe anche il tuo relativo isolamento.
Se mi hai già letta, sai che invito tutti voi a cercare di cavarvela senza aiuti esterni. Ma se proprio non ce la facessi, tieni conto che il professionista che sceglierai con i tuoi dovrà farsi carico di tutta la famiglia, continuo a ritenere che non sia tu il problema.
Auguri cara,
Antonella


Madre insopportabile

Salve,
scrivo perché vorrei dei consigli in merito ad una situazione, a mio parere, ormai insostenibile.
Ho 23 anni e mia madre, una donna di 64, retrograda e per niente aperta al dialogo, mi dà ancora delle limitazioni di ogni sorta, tipo orario di rientro abbastanza restrittivo, non mi permette le vacanze con il mio ragazzo, è invidiosa di qualsiasi momento piacevole, pur non rinunciando ai suoi divertimenti.
Da sempre non ho avuto un rapporto bellissimo con lei, un po' per via della sua età, un po' per i suoi modi bizzarri di fare e quindi per la sua mentalità assurda... Non ricordo di aver mai ricevuto una carezza o un complimento da lei e addirittura il giorno della mia laurea invece di essere felice per me, si è quasi vergognata perché ho preso solo 110 e non sono riuscita a prendere la lode.
Le assicuro che per me è stato il giorno più brutto della mia vita!
Il rapporto con lei va sempre peggio, pensi che ormai ho una sorta di freddezza emotiva nei suoi confronti e a tratti la sua presenza mi infastidisce.
Come potrei risolvere questo enorme problema?
La ringrazio anticipatamente

Con l’indipendenza, cara ventitreenne,
è l’unica strada. La laurea ce l’ha, che aspetta? Un lavoro, risponderà lei. Giusto. Ma nell’attesa dell’occupazione che le spetta a seconda dei suoi titoli, vada a lavare scale, a fare la cameriera in un bar, la baby sitter o anche la collaboratrice domestica.
È giovane e troverà il tempo per tutto: lavorare e preparare eventuali concorsi e esami, come hanno fatto in tante prima di lei. Anche questo è più formativo di quanto immagini, perché la costringerà ad avere rapporti con molte persone anche non gradevoli, perché le farà provare sul campo quanto pesano i ruoli subalterni e le farà venire una vera voglia di indipendenza e autonomia. Quella che le darà il coraggio di vivere in un buco arredato male oppure di cercare la sua strada lontano dall’Italia, che offre così poco ai laureati.
Coraggio, ci provi.
Auguri,
Antonella

di Antonella Viale

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