Magazine Martedì 19 agosto 2008

Nozze da incubo: tutta colpa del vestito

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Magazine - Lei se n’è andata

Salve, sarò molto breve.
Erano 10 anni che stavamo insieme, una favola, abbiamo condiviso tutto e alla fine lei mi lascia per un altro che da pochi mesi lavorava con lei...
Sono trascorsi 4 mesi, un'eternità e io ormai sono morto dentro: la sogno ogni notte e la penso tutto il giorno, nn riesco a fare nulla , sono dimagrito 20 kg e nn riesco nemmeno a ridere... io vorrei sapere cosa posso fare per riaverla.
Max

E io vorrei sapere che cosa hai fatto per perderla, caro Max,
la tua è la classica lettera che nessuno vorrebbe ricevere: paradiso, poi inferno, adesso purgatorio, prenda la sfera di cristallo e mi dica. Max, abbi pazienza, ma se non cominci a dire prima a te stesso, poi magari a me, che cosa ha avvelenato la favola, non potrò aiutarti. E ti pubblico solo come esempio, per ricordare ancora a tutti che ho bisogno di elementi, la maggiore quantità possibile.
Auguri comunque, Max e se credi, riscrivi,
Antonella



Abito da sposa indecente

Volevo segnalarvi quanto è accaduto a mia moglie con il suo abito da sposa confezionato dalla ditta (omissis) di (omissis): l'abito (il modello, indicativamente gonna con strascico a balze di pizzo stile flamenco + bustino), il tessuto (pura seta e pizzo) è stato dato e pagato, consegnato ai primi di marzo 2008.
Mi sono sposata il giorno x luglio 2008 e il vestito mi è stato consegnato il x giugno alle h 20.30.
Mi hanno fatto fare solo 2 prove + l'ultima con la consegna.
È risultato che: il bustino ha le stecche tagliate di sbieco (ci sono gli spuntoni) e non sono né ben fermate né rivestite ma solo cucite all'interno della fodera, una durante il matrimonio si è persino rotta! Ho sentito i 2 spuntoni sotto il seno per tutte le 13 ore del matrimonio.
In più gli occhielli che dovevano tenere le bretelline del bustino si sono rotti appena indossato... per cui il bustino cadeva!! Ho dovuto fermarlo con una spilla da balia!!
La gonna ha le balze che non sono completamente cucite per cui si giravano tutte.
I nastrini che hanno aggiunto sulla gonna di bellezza si sganciavano e pure le rose con il risultato che si incastravano intorno ai piedi e alle balze.
Ho trascorso tutto il giorno del mio matrimonio ad aggiustarmi il vestito con conseguente sfinimento e altissimo livello di stress…

Gentile sposo vestito stile flamenco o più probabilmente sposa che simula di essere il marito o ancora –di questi tempi non si sa mai– ditta concorrente di quella omessa,
le sue ambasce mi lasciano completamente indifferente. Pubblico questa lettera soltanto perché a volte mi viene voglia di ricordare che il matrimonio dovrebbe essere più sostanza che apparenza e mi va di condividere questa elevata benché banalissima riflessione con i lettori.
Tuttavia capisco –in parte– il suo scoramento, ma non posso fare a meno di chiedermi dove avesse la testa durante le famose tre prove e perché non abbia controllato l’abito in ben undici giorni, quelli che sono trascorsi tra la consegna e il matrimonio.
Cara mia, parte proprio male e non per le pecche del vestito, per la superficialità che grida vendetta da ogni parola che ha scritto.
Già che ci sono e visto che non ci guadagno niente perché a noi vogatori sulle galere dell’editoria non spettano diritti d’autore o percentuali sulle vendite, consiglierò volentieri a lettori e sposi inferociti un romanzo piacevole che ho tradotto da poco e affronta proprio l’argomento matrimonio–spettacolo. Si chiama Fiori di zucchero, lo ha scritto Blandine le Callet e pubblicato Salani.

di Antonella Viale

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Oggi al cinema

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