Magazine Lunedì 18 agosto 2008

'Pene d'amore': l'eros al maschile

Magazine - Perché la letteratura erotica è quasi sempre scritta da autrici donne? Quali sono i motivi che tengono gli autori maschi lontani da questo genere? Nella prefazione al libro Pene d’Amore Gianni Biondillo propone (a partire dal movimento femminista degli anni Settanta), qualche ipotesi di come si sia finiti a non trovare sugli scaffali delle librerie l’eros al maschile. Biondillo racconta poi il progetto, nato in risposta alla censura subita per un proprio racconto hard, di mettere insieme un manipolo di autori che contribuissero a dare nuova spinta alla letteratura erotica al maschile.
Cosa ne esce fuori? Un eros arido e triste che non gode quasi mai, nemmeno dell’ebbrezza di essere fine a se stesso. Un sesso in cui il divertimento è negato e, molte volte, anche il piacere. L’immagine della donna ne esce fuori sempre in negativo. Se non è prostituta è moglie infedele, ninfomane - vedova nera che uccide il partner dopo l’atto di accoppiamento, ninfetta alla ricerca metodica e cinica della deflorazione, guerrigliera disposta a tutto pur di compiere la propria missione.

In Un bicchiere di tè freddo Biondillo racconta la tipica fantasia adolescenziale maschile di andare a letto con la donna matura: un padre di famiglia cede all’adulterio ritrovandosi fra le lenzuola della nonna di un compagno di asilo del figlio, che si scoprirà asseta più di vendetta che del desiderio di lui.
Protagonista de La danza dei ragni di Gianluca Morozzi è una spietata insegnante di tecniche orientali di meditazione e rilassamento che attira in una trappola mortale gli allievi che non riescono a farle provare l’orgasmo. Una mente perfida senza sfaccettature psicologiche, uno stereotipo di crudeltà che acquista personalità e umanità solo quando fa sua la fantasia di essere vittima di stupro, nella misteriosa dinamica che lega la vittima al suo carnefice, nel sottile limen che separa, nel sesso, il dolore dal piacere.

Tiziano Scarpa ne Il fantasma dà vita ad un ironico metaracconto, prendendosi gioco del genere erotico e permettendosi di confezionare la scena di sesso più squallida del libro. Partendo dal presupposto per cui il desiderio erotico - che nasce dai fantasmi, ovvero dalle fantasie - è sempre fine a se stesso, scevro di complicazioni sentimentali o di altra natura, Scarpa si lascia andare alla descrizione di un sesso da motel con tanto di colpo ad effetto fetish.
Carne di Marcello Fois mette insieme i topoi del poliziesco dando vita alla figura di un agente tutto d’un pezzo che non cede ai sentimenti, fa sesso a pagamento in pausa pranzo, non disdegna le gratificazioni orali del suo compagno di squadra, per poi ritrovarsi solo e bisognoso dell’amore dell’ex moglie.

E poi il capitolo masturbazione. In Andirivieni Andrea Bajani racconta la trasmissione dell’educazione sessuale dal nonno al nipote in un’atmosfera rarefatta, onirica e dal tocco delicato. In Gaia, gli inizi di Raul Montanari è una ragazzina a scoprire il proprio corpo. La decisione di trovare il maschio che le farà perdere la verginità affiora in un ragionamento freddo, a tavolino, nella consapevolezza di avere comunque già orientato il proprio futuro gusto sessuale verso le donne.

Ultimo capitolo è Il soffio delle F.A.R.C di Valerio Evangelisti, in cui il sesso, ancora una volta, mette in pericolo la vita del maschio, che diventa facile preda nelle mani, in questo caso nella bocca, della donna castigatrice. Un blow job che diventa l’arma - politica - più efficace, dando spazio al terrore, più o meno inconscio, dell’uomo che si affida totalmente alla donna.

di Marianna Norese

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