Magazine Venerdì 8 agosto 2008

«Mi lascia il fidanzato, torno da mammà»

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Magazine - Sono una donna di 45 anni, ancora single, dimostro molto meno della mia età, non ho particolari problemi economici, sono anche considerata carina e senza figli, vivo attualmente in famiglia dopo una convivenza di quasi un anno che è finita perchè il mio uomo non era in grado di appagarmi dal punto di vista fisico (ha qualche problema sessuale), che comunque avrei accettato per amore.
Mi ha lasciata lui anche se gli avevo proposto di andare insieme dallo psicologo. E perchè, ad un certo punto, la vita a due mi sembrava monotona, il mio lui, soprattutto, non faceva niente per evitarlo, meticoloso pignolo e senza slanci, anche se innamorato.
Ora sento un senso di vuoto, di insoddisfazione, sono svogliata, non so cosa voglio, forse la convivenza con un uomo non fa per me ma anche la solitudine mi pesa e anche i viaggi e le attività nel tempo libero mi hanno stufato cerco qualcosa di più ma non so definirlo. È forse una crisi dettata dal fatto che non ho avuto un figlio e che finita la bella età, gli entusiasmi, le emozioni ora non rimane più niente?
Mi vorrei dedicare al volontariato per riempire questo senso di spaesamento ma non voglio farlo solo perchè non so cosa fare e per passare il tempo.
Perchè sono così svogliata?
Grazie, grazie infinitamente per la risposta.

Mi spiace che lei "Quarantacinquenne, single, carina e senza particolari problemi" sia “insoddisfatta”, perchè, con le sue caratteristiche, lei dovrebbe essere una di quelle persone che potrebbero, a buon diritto, godersi la vita. E quindi capisco il suo disappunto nello scoprirsi “svogliata” e dunque infelice.
Non la conosco abbastanza per rispondere alla sua domanda e proprio perchè la svogliatezza e l’insoddisfazione sono “problemi” sottili che si insinuano tra le pieghe dell’esistenza la risposta è più da cercarsi nelle sfumature che non nei grandi temi. E così, tanto per dire mi piacerebbe sapere come mai lei “vive in famiglia” che, a prescindere dal tipo di famiglia è sempre una situazione poco consona ad una persona della sua età.
Per il resto il rischio è quello di cadere in un circolo vizioso, le relazioni stabili portano alla noia, la noia porta alla ricerca di emozioni e di passioni, le passioni spesso sono intense ed instabili, l’instabilità porta all’ansia, l’ansia porta alla ricerca di stabilità. E così via.
Non credo che avere o non avere figli possa essere un motivo così determinante. Anche i figli poi crescono e se ne vanno (e qui ritorna la domanda sul come mai lei è ancora in famiglia).
Ci sono molte cose che lei potrebbe fare, e sono sicuro che se lei si scrolla di dosso questa apatia ci riuscirà anche. Ma c’è un piccolo avviso. Nella sua condizione, adesso, qualsiasi cosa incomincerà a fare (fosse anche il volontariato) sarà più faticoso che soddisfacente. Ma questo solo perchè all’inizio tutto appare come più difficile anche le cose che poi magari ci vengono a piacere. Insista.
E poi mi scriva per farmi sapere.

di Marco Ventura

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