Magazine Lunedì 4 agosto 2008

Contro natura: Giobatta contro tutti

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Il giorno dopo Giobatta si rimette il vestito canna di fucile, quello non può evitarselo con la moglie che alle sette se ne sta già lì pronta con un: “È colpa tua che non sei presentabile se mio cugino non ti offre le previsioni del tempo”.
Giobatta si rimette il vestito grigio canna di fucile e si presenta puntuale agli studi di Riviere Channel. Sale a piedi tirando un respiro a pieni polmoni a ogni piano. Si presenta e Gianni è di buonumore: “Ecco, Giobattino bello. C’ho la macchina giù nel parcheggio, quello privato, con il bagagliaio pieno di latte di vernice che ho usato per dipingere lo steccato dello chalet della montagna. Potresti svuotare il bagagliaio e portare le latte alla ricicloteca?”.
“Ricicloteca?”.
“Sì, è un posto dove butti tutto ma con l’ecologia”.
“Bene, prendo l’auto e ce le porto. Poi, magari, già che sono in auto, passo a recuperare le tue figlie che volevano essere accompagnate alle zoo safari e mi fa anche piacere se…”.
“E no, Giobatta. L’auto è di grossa cilindrata, lo sai che non sta bene che la prendi”.
“Ce le devo portare a piedi le latte?”.
“Eh, sì. E poi le mie figlie devono studiare. Non vanno da nessuna parte, te lo proibisco”.
Fine della discussione. Rimane l’autobus fino a Bolzaneto, scomodo davvero con il saccone delle latte al seguito.
All’ingresso della ricicloteca però, nel momento in cui Giobatta se ne sta già lì per lì con braccia alzate a gettare il malloppo oltre il bordo del cassone specificatamente adibito ai materiali ferrosi, ecco che arriva il puntuale: “Alt”.

Una ragazzina, che sembra ampiamente minorenne ma è solo l’impressione di Giobatta perché è soltanto piccola piccola con le mani piccole i piedi piccoli e la testa piccola rasata a spazzola, una donna insomma si avvicina squotendo quel suo cranio in miniatura: “No, no”.
“No?”.
“No”.
“No?”:
“Ho detto di no. Le vede quelle cose lì che sta per gettare?”.
“Sì”.
“E cosa sono?”.
“Latte”.
“Sbagliato”.
“Non sono latte?”.
“No. Sì. Cioè, sono latte ma sono latte spray”.
“Sì, beh, è vernice spray ma sono vuote”.
“Non va bene, le cose spray vanno tutte bucate”.
“Ma saranno almeno un centinaio”.
“Vanno bucate per questioni di sicurezza. C’è il rischio che scoppino”.
“Non le posso buttare?”.
“Conferire”.
“Eh?”.
“Non le posso conferire. Si dice non le posso conferire. Il ricicloteca le cose si conferiscono mica si buttano”.
“Ah, non le posso conferire, quindi?”.
“Eh, no. Vanno bucate una per una”.
“Ma mi ci vuole mezza giornata. Ma ok, prendo un chiodo e comincio”.
“Non qui, non può bucarle qui. Qui si conferisce soltanto, altrimenti sai che coda”.
“Ma vaff…”.
“No, niente parole di questo genere perché…”.
“Sì, lo so, qui si conferisce soltanto non si dicono parolacce, se no sai che coda”.

Giobatta esce dalla ricicloteca, svolta l’angolo e butta il saccone nero pieno di latte di vernice spray giù dalla strada, dritto in un piccolo giardino chiuso da una staccionata, un piccolo giardino privato pieno di rifiuti di quelli non conferiti in ricicloteca.
Tornato agli studi, ecco di nuovo Luisa e Cornelia che gli si gettano contro all’unisono: “Senti, Giobatta, oggi ci porti allo zoo safari del Piemonte?”.
È talmente irritato dalla ricicloteca e da chi ce l’ha mandato che:“Sì, dai. Così vostro padre è contento”. Ma sul più bello ha un pentimento e ci ripensa: “Facciamo un altro giorno ragazze”.
“Fffff, che palle d’uomo”.
Gli impegni extratelevisivi di Giobatta vanno avanti con questo ritmo ancora un paio di settimane finquando Gianni non lo fa chiamare in ufficio: “Senti te, Giobatta. Mi si è ammalato il pupazzo Felice”.
“Chi?”.
“Il pupazzo Felice, quello che legge le favole ai bambini alle quattro del pomeriggio sul mio canale”.
“Devo portargli a casa qualche medicina?”.
“Ma no, dai, Giobatta che sei anche quasi mio cugino. Fai così, vai a prendere a scuola le mie figlie, fai loro un po’ di compagnia e poi presentati qui al trucco nel pomeriggio che ce lo fai tu il pupazzo Felice. Tanto devi solo leggere il cappuccettorosso e io ti aiuto con la voce dalla regia. E sbrigati che le mie figlie escono tra un quarto d’ora”.
“E come faccio a piedi?”.
“Va bene, visto che si tratta di un’emergenza prendi l’auto ma vai piano che è di grossa cilindrata e te non sei abituato”.
“Però io ho sempre desiderato leggere le previsioni del tempo se proprio te lo devo dire, Gianni”.
“Eh, ma adesso c’è un bel buco sul pupazzo Felice e tu buttati lì. Poi, un giorno, non si può mai dire. Anche se mi sembri un po’ tristarello tu come persona per presentare le previsioni del tempo, mica come quello di Canale 5”.
Senza proferire verbo, Giobatta se ne esce dalla studio, scende nel garage degli studi e sale sulla macchina di Gianni. Non ci pensa due volte a sgasare e a sgommare strindendo lungo la rampa del parcheggio.
Luisa e Cornelia lo aspettano davanti a scuola. Le tira su quasi senza fermarsi e guida l’auto veloce.
Loro incalzano subito: “Dai che ci porti, dai che ci porti all zoo safari. Facciamo presto, dai che ci porti”.
E lui eccepisce, eccepisce ma poi cede di schianto ripensando al “tristarello” buttato lì dal cugino Gianni. Guida fino allo zoo safari del Piemonte, di fretta perché nel pomeriggio ha un appuntamento con pupazzo Felice.

Studio televisivo di Riviere Channel, quattro del pomeriggio. Dialogo tra la voce off in regia e il pupazzo Felice.
Voce Off: Ma eccoci all’angolo delle favole per i più piccoli. E sapete un po’ chi è venuto a raccontarci Cappuccetto Rosso? Niente di meno che Il pupazzo Felice, l’ultimo pupazzo cantastorie del bosco.

Felice entra un po’ storto.

Off: Non si sente bene pupazzo Felice?

Felice dice a gesti: così così.

Off: Coraggio, pupazzo Felice, l’aiuto io. Cappuccetto Rosso comincia così: c’era una volta una cara ragazzina. Solo a vederla le volevan tutti bene, specialmente la nonna che non sapeva più cosa regalarle. (vede che barcolla) Ma che cos’ha?

Felice: Eh. Ma nulla…, …ecco, …ho accompagnato le mie nipotine allo zoo safari…te l’avevo detto no?”.

Off: Ci diamo del lei sul lavoro, ricorda? E poi ti avevo proibito di portarcele. Comunque, …che è successo?
Felice: Eravamo allo zoo e l’elefante ha cominciato a infilare la proboscide dentro il finestrino aperto dell’auto. Luisa stava mangiando un gelato e si è spaventata cominciando a urlare come un’isterica. Ogni volta che c’è un rumore lei frigna a fontana e …i bambini proprio non li sopporto, sono dei…

Off: (interrompendo) Fermo lì te, pupazzo Felice. I bambini lei li sopporta eccome, vuole perdere anche questo lavoro come gli ultimi che le ho affidato? Un pupazzo cantastorie deve volere bene ai bambini, vero?

Felice: Insomma, vorrei vedere te se…

Off: Lei…

Felice: Vorre vedere lei con questa che si spaventa per ogni rumore, questa rompi…

Off: (interrompendo) Fermo lì. Si ricordi bene che Luisa è mia figlia. Insomma, (a bassa voce) semideficiente riga dritto che se hai questo lavoro a qualcuno lo devi non so se mi spiego… e sono stufo di garantire per te.

Felice: Insomma eravamo lì e Luisa ha tirato su il finestrino di colpo schiacciando la proboscide all’elefante che ha cominciato a barrire.

Off: A che?

Felice: A barrire, il cane abbaia, il gatto miagola, la formica formicola, il pesce fa le bolle e l’elefante barrisce.

Off: Mi faccia sentire?

Felice: (Imita maldestramente un barrito che sembra piuttosto una sirena d’ambulanza).

Off: E questo sarebbe un barrito? Che razza di animale fa un verso del genere? Vada avanti con Cappuccetto Rosso che è meglio, caro il mio pupazzo Felice.

Felice: Mmmm, …dunque, Cappuccetto Rosso, …ecco, lei finisce nel bosco per andare a trovare la nonna. Uscendo di casa, la mamma le dice: “Non andare nel bosco che è pericoloso” lei ci va lo stesso e il lupo intanto s’è già ingoiata la nonna ma poi il lupo vede anche la nipote e dice: “Questa bimba tenerella è un grasso bocone, sarà ben più saporita della vecchia… (Felice barcolla fino quasi a cadere).

Off: Ma lei non sta bene?

Felice: Beh, no. …Ecco, lì allo zoo, dopo che quella svegliona di Luisa ha schiacciato la proboscite all’elefante, l’elefante si è innervosito e ha cominciato a prendere a calci l’auto…

Off: La mia auto che ti avevo detto di non prendere?

Felice: Ma non bisognava darsi del lei sul lavoro?

Off: Che è successo alla mia auto?

Felice: Eh, …l’elefante ha incrinato la portiera e Luisa ha attaccato a urlare come un’aquila, un bordello che non ti dico…

Off: Incrinato la portiera della mia splendida auto nuova? E tu che hai fatto?

Felice: Schiaccio il pedale dell’acceleratore e usciamo.

Off: La macchina distrutta da un elefante, non è possibile…

Felice: Aspetta che non è finita. Ma forse preferisci sapere di Cappuccetto Rosso? Perché il lupo s’è ingoiata anche la nipotina intanto e poi è arrivato il cacciatore che gli ha tirato fuori tutte e due scuoiando il lupo e facendone delle belle pantofoline felpate punto e stop, manca solo la morale.

Off: No, no dimmi dell’auto.

Felice: Ah, l’auto. Ecco, …entro nel gabbiotto dello zoo dove stanno i guardiani.

Off: E?

Felice: I guardiani mi offrono un grappino per calmarmi, ero un po’ su di giri come puoi immaginare...

Off: Uno solo?

Felice: Un paio, forse tre. Comunque bevo bevo bevo, ripartiamo e sulla provinciale una pattuglia della Polizia mi chiude la strada con una paletta.

Off: Beh, la patente ce l’avevi, no?

Felice: Il poliziotto mi chiede perché guido così nervosamente e io gli spiego che sono agitato perché un elefante ha appena preso a calci la nostra auto. Lui sgrana gli occhi…

Off: Per forza, ti avrà preso per un pazzo, …un elefante che prende a calci l’auto…

Felice: Non proprio per un pazzo. Il poliziotto mi fa scendere e mi costringe a soffiare nel palloncino… risultato? Il grappino fa sballare i valori e mi ritirano la patente.

Off: E come siete tornati?

Felice: Luisa…

Off: Hai fatto guidare una bambina di 12 anni, mia figlia?

Felice: Beh prima ho dato un grappino anche a lei per riprendersi.

Off: Hai fatto ubriacare e guidare mia figlia?

Felice: Ma no, faccio un po’ di dramma così magari ti dimentichi che hai l’auto semidistrutta. Comunque la morale della favola di cappuccetto rosso e anche della nostra è: mai andare nel bosco quando il papà te l’ha proibito.

Off: Ma a me lo viene a dire lei che le ho detto preciso preciso: “L’auto te non la tocchi?”. Che me ne frega delle morali del capuccettorosso adesso? Pupazzo Felice, lei è ubriaco e mi ha sfondato l’auto... Io ora le sfondo il c…

Un fischio acuto, il segnale tv di Riviere Channel viene, improvvisamente e senza particolari spiegazioni, interrotto. Sullo schermo solo sabbia.

di Andrea Begnini

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