Magazine Sabato 7 aprile 2001

Il ritorno del Fernandel

Ci eravamo lasciati un anno fa. L’ultimo numero del era uscito a marzo, nel 2000. Gli appassionati di narrativa e poesia, che ne avevano fatto un punto di riferimento nel marasma di riviste, rivistucole e fogli letterari, hanno smesso di trovarlo negli scaffali delle librerie Feltrinelli.

Ormai il destino del Fernandel sembrava segnato, come è successo a tante riviste portate avanti con la forza della passione e scarsa pecunia.

“Ma nel nostro caso non si è trattato tanto di problemi economici: le spese, infatti, erano coperte dalle vendite e, soprattutto, dagli abbonamenti” – mi spiega Giorgio Pozzi, fondatore e anima della rivista – “Si è trattato piuttosto di un problema di organizzazione, che gravava quasi esclusivamente sulle mie spalle. Mi sono reso conto che era impossibile andare avanti. Ma poi, in questo anno sabbatico, tanti lettori e collaboratori mi hanno scritto e telefonato, chiedendomi di riprendere il discorso interrotto. Ci siamo riusciti, grazie alla collaborazione di Piersandro Pallavicini e Alessandra Buschi, che mi supporteranno nella gestione del nuovo Fernandel”.

Quando sarà in libreria il prossimo numero e quali saranno le novità?
“L’uscita è prevista per fine aprile. La novità più evidente sarà la cadenza trimestrale anziché bimestrale. Quella più importante, invece, sarà l’osservatorio permanente della nuova narrativa italiana. La nostra ambizione è di diventare uno strumento significativo per capire se esiste questo fenomeno, analizzarne le caratteristiche e scoprire a quali approdi giunga. Sarà inoltre un tentativo di garantire una critica adeguata al tipo di narrativa che si sta prendendo in considerazione, anche a livello anagrafico, per non lasciare le sorti del giudizio esclusivamente in mano a una classe di critici sopra i cinquant’anni”.

Ovviamente continuerà ad esserci spazio per autori esordienti, che troveranno posto a fianco di scrittori affermati, alcuni dei quali amici di lunga data del Fernandel. Fra questi, Pozzi si augura possa esserci anche Francesca Mazzuccato, collaboratrice di mentelocale (vedi Leggi l'articolo , Leggi l'articolo , Leggi l'articolo e Leggi l'articolo ), che aveva una sua rubrica sulla rivista.

Un’ultima curiosità: perché il nome Fernandel?
“Perché quando abbiamo pensato a una rivista di letteratura (si parla del ’94, il primo numero è di giugno) l’abbiamo concepita in modo che fosse il più lontano possibile dagli stereotipi letterari. Siamo arrivati a pensare all’attore francese perché è una figura benignamente paterna, che ispira fiducia, ma allo stesso tempo ha un’espressione tra l’arguto e il diabolico. E il vestito da prete”.
di Donald Datti

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