Magazine Venerdì 6 aprile 2001

L'emergenza della probabilità

Magazine - In L’emergenza della probabilità (Il Saggiatore, Milano, 1987), Ian Hacking scrive:

Anche oggi il principiante ha bisogno di qualche giochetto aritmetico per afferrare il senso dei calcoli probabilistici. Per esempio, se un comitato di tre persone deve essere scelto a caso da un gruppo di cinque donne e cinque uomini, qual è la probabilità che il comitato consista di sole donne? Per rispondere, basta un calcolo numerico: se siamo in grado di farlo, sappiamo già molto sulla nozione di probabilità. Calcoli di questo tipo richiedono tuttavia una certa dimestichezza con le cifre. I Greci, che andavano orgogliosi della propria geometria, non avevano una chiara notazione per i numerali, e così anche i loro eredi culturali. Può darsi che un simbolismo che faciliti l’addizione e la moltiplicazione sia indispensabile per una feconda nozione di probabilità. Vi sono due tipi di evidenza a favore di questa tesi. In primo luogo, la matematica della probabilità, come il nostro sistema numerale, è quasi certamente di origine araba. L’antica parola che designava la probabilità, cioè “azzardo”, è di origine araba come la parola “algebra”. I primi probabilisti europei furono italiani, e risolsero problemi di probabilità posti da studiosi nordafricani nello stesso tempo in cui progredivano nello studio dell’algebra.

Nicla Vassallo (ricercatrice di Filosofia all'Università di Genova ed esperta di filosofia angloamericana).

di Donald Datti

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