La forza del Joker, un esteta anarchico - Magazine

La forza del Joker, un esteta anarchico

Cinema Magazine Lunedì 28 luglio 2008

Magazine - Non esiste bene senza male, non esiste Batman senza Joker. Il nuovo capitolo della saga, Il cavaliere oscuro, è probabilmente il miglior film mai realizzato sull'uomo pipistrello. Non una semplice trasposizione dal fumetto, ma un lungometraggio di contenuto e riflessione. Il Joker pensato dal regista Christopher Nolan, nella perfetta interpretazione di Heath Ledger, è un personaggio complesso, che completa l'alter-ego mascherato di Bruce Wayne. Se Batman rappresenta gli ideali di giustizia e ordine, Joker incarna il caos più assoluto. Con le sue azioni, totalmente scevre da qualunque finalità, sottolinea la fragilità di tutte le convenzioni sociali: ogni norma, se minacciata dal non-senso, risulta effimera, inutile.

Un esteta anarchico, a metà tra Il Corvo di Brandon Lee e Alex di Arancia Meccanica, che agisce solo per il gusto di perseguire l'azione. Totalmente irrazionale, non aspira veramente ad uccidere Batman perché ha bisogno di lui. Necessita di regole per infrangerle, per sottolineare la loro convenzionalità. Un personaggio che sembra uscito dalla penna di Gide, che commette crimini né per bisogno, né per passione: la cui «ragione di commettere il delitto è appunto quello di commetterlo senza ragione».

Nichilista nel vero senso del termine, compie una reale trasvalutazione di tutti i valori. Il fuoco che lo agita ha l'odore del dionisiaco, è un criminale solo per chi lo giudica. Vive in un mondo rovesciato, diametralmente opposto ma incredibilmente contiguo a quello di Batman. Ma, per esistere, hanno entrambi bisogno l'uno dell'altro. La loro è la classica dicotomia tra bene e male.
In una società senza certezze, il Joker rappresenta le nostre paure: raramente, però, è stato così bello parteggiare per il nemico.