Weekend Magazine Venerdì 6 aprile 2001

Nei Bunker di Portofino, parte II

Vi ho già parlato di come arrivare in zona (Leggi l'articolo ). Non è difficile. E’ un tragitto davvero accessibile, adatto a tutti. Per i più agguerriti ecco una deviazione che garantisce una vista assolutamente unica. Le foto realizzate sembreranno fatte dall’elicottero.
Date uno sguardo ai soliti bunker. Se vi voltate, sulla sinistra vedete uno sperone di roccia colossale, a picco sul mare. Sopra volteggiano gabbiani e corvi. E’ la che dovete arrivare. Sembra impossibile, ma non è un massacro. Non è neanche troppo rischioso, anche se forse non è proprio per tutti. Non ci porterei mia nonna, e neanche chi patisce troppo l'altezza.
Sotto la roccia passa il sentiero che conduce a Cala dell’Oro e poi a San Fruttuoso: per questa volta non vi interessa. Dovete cercare quelli che salgono, in direzione del picco. Ce ne sono diversi, non è difficile trovarli. Sono alle spalle dei bunker. Il tratto iniziale è un po’ ripido, ma poi si cammina bene. Non potete perdere la strada: la roccia è il vostro punto di riferimento. A tratti incontrerete dei muretti a secco, sui quali sarete costretti a camminare.
Spesso è possibile incontrare “le capre di Portofino”, un tempo animali domestici passati allo stato selvatico.
Se rimanete troppo bassi e cominciate a camminare in piano arriverete in breve ad uno spiazzo con una piccolo tunnel scavato nella montagna. Dalla cartina risulta che conduce dall’altra parte. Non è molto lunga perché siete quasi in vetta, ma non ho potuto esplorarla senza una torcia elettrica.
In ogni caso, se capitate qui, tornate indietro e cercate un passaggio che sale verso l’alto, facendo attenzione a non volare giù. Nei punti peggiori ci sono le catene per tenersi.
Dopo qualche sforzo sarete in cima, tra le rocce. La vista è mostruosa: a destra Cala dell’Oro e Puntachiappa, a sinistra Camogli.
In cima, se avanzate verso l’estremità del picco in direzione del mare, vedrete un altro bunker, sempre tedesco. Sul tetto si prede il sole benissimo, è liscio e ventilato, e con un paio di binocoli vedrete ogni cosa.
Attenzione ai sentieri: a tratti sono scoscesi e pericolosi. Guardate sempre dove mettete i piedi e cercatevi un appiglio con le mani, soprattutto in primavera, quando la vegetazione rigogliosa nasconde gli ostacoli.
Da fare nelle bellissime giornate con ottima visibilità. Solo così si gode il panorama.

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